Grinta e cuore da vero lupo: grazie Eros, il pubblico irpino non ti dimenticherá

Grinta e cuore da vero lupo: grazie Eros, il pubblico irpino non ti dimenticherá

La storia d’amore tra Eros Schiavon e l’Avellino è giunta alla sua conclusione. Arrivato in Irpinia nell’estate del 2013 dal Cittadella, Schiavon lascia i lupi con un anno d’anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto.

Protagonista– La prima stagione di Eros in maglia biancoverde è letteralmente fantastica. Immediatamente diventa titolare inamovibile nel centrocampo di Rastelli: il suo dinamismo, la capacità d’inserimento e l’ottimo tiro dalla distanza sono caratteristiche che ben si integrano con quelle di D’Angelo ed Arini, ai quali si aggiunge per formare il filastrofico Das, caro ai tifosi biancoverdi. La stagione si chiude con tre gol e sei assist all’attivo per il centrocampista di Piove di Sacco.

Difficoltà– Parte bene anche la seconda stagione di Schiavon all’ombra del Partenio: è suo il primo gol stagionale nel match di Tim Cup contro il Venezia.  La strada, però, lentamente si fa in salita. Al San Nicola di Bari, Schiavon si procura una lesione di secondo grado al flessore della coscia sinistra. L’infortunio lo tiene fuori dai giochi per due mesi abbondanti.  L’assenza dai campi lo fa scalare anche nelle gerarchie. Schiavon perde lo status di titolarissimo.

L’addio– In estate sembra che le strade dell’Avellino e di Schiavon possano già separarsi. Ma la mezzala poi rimane in biancoverde, rifiutando ogni possibile destinazione.  Lentamente, complice anche un nuovo problema fisico, Schiavon sparisce dai radar e, nonostante l’emergenza in mediana, non viene mai inserito in lista. Poi, poche ore fa, la notizia ufficiale della rescissione.  Avellino non dimenticherà quello che Schiavon ha dato ai nostri colori.
Buona fortuna, Eros.

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