Il ricordo di Mario Bellizzi: “Mimmo un leader in campo e nello spogliatoio, con Vito Lepore un’amicizia fraterna”

Il ricordo di Mario Bellizzi: “Mimmo un leader in campo e nello spogliatoio, con Vito Lepore un’amicizia fraterna”

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La XIII edizione del Trofeo Vito Lepore è alle porte. Domani alle 20:30 la Sidigas Avellino ospiterà il Basket Agropoli. I tifosi biancoverdi avranno l’opportunità di vedere dal vivo i nuovi beniamini della palla a spicchi. La kermesse in programma al PaladelMauro scriverà un’altra importante pagina della storia della Scandone. Nell’intervallo della gara, infatti, verrà ritirato la maglia numero 5 appartenuta a tanti giocatori del passato tra cui l’indimenticata bandiera Mimmo Bellizzi, giocatore prima e uomo politico della comunità avellinese, scomparso il 31 dicembre 2004. Un gesto voluto dalla proprietà e dalla società della Sidigas.

«Siamo emozionati e onorati di questa decisione« – spiega Mario Bellizzi, fratello di Mimmo, in un’intervista rilasciata sull’edizione odierna del “Il Quotidiano del Sud”.


L’ex cestista irpino è diventato un idolo e beniamino della tifoseria irpina per la passione e la grinta mai venuta meno quando si entrava in campo: «Era un centro di soli centonovantasei centimetri che sfidava avversari molto più alti di lui ma questo non rappresentava un limite al suo gioco. Metteva in campo una grande grinta. Era dotato di una forza fisica impressionante, mostrando anche una grande elevazione e capacità di saper andare a rimbalzo. Ricordo i suoi duelli con Totaro coi suoi oltre due metri. Mimmo era il classico leader che veniva fuori quando si giocava in trasferta su campi caldi dove l’atmosfera era infuocata».

Bellizzi ricorda anche il profondo legame tra suo fratello ed il compianto Vito Lepore: «Erano compagni di stanza e c’era un legame di profonda amicizia. Vito era più bravo dal punto di vista tecnico. Quando accadde la tragedia a Lepore (un incidente stradale nel luglio del 1989), Mimmo fece la valigia e prese il primo treno per Palermo, stando al suo fianco in quelle drammatiche ore. Fu un duro colpo. Negli anni successivi c’è stato un grande impegno nel ricordare la memoria del cestista potentino, promuovendo la nascita della scuola basket. Di Vito Lepore ho un ricordo splendido. Era un ragazzo umile, serio e studioso».

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