Il solito, inutile, finale di stagione (di Alfredo Bartoli)

Il solito, inutile, finale di stagione (di Alfredo Bartoli)

Ci avevamo creduto. E forse per questo ci dà ancora più fastidio. Probabilmente ci siamo fatti prendere, in maniera inconscia, dalla voglia disperata di non volere chiudere la stagione con ampio anticipo come successo negli ultime tre anni, dal bisogno di credere in un obiettivo fino all’ultima sirena della regolar season, perché siamo malati di basket, emozioni e Scandone Avellino. E tra l’altro, domenica scorsa, era tutto apparecchiato per farci credere che questo stava per accadere: palazzetto pieno, il derby, il buon momento della squadra. Sarebbe servito solo un po’ di voglia in più. Che, puntualmente, non è arrivata, facendo consumare l’ennesimo tradimento di questa gruppo di atleti (chiamarla squadra sarebbe riduttivo per le vere squadre e per la storia della Scandone). E così eccoci, ancora, di fronte al solito e inutile finale di stagione. Ovviamente, adesso, si parlerà di onorare queste ultime, tre, inutili partite di campionato (per fortuna soltanto una al PalaDelMauro), mentre i giocatori (come spesso hanno fatto quest’anno) andranno ognuno per conto suo, scendendo sul parquet con l’unico obiettivo di incrementare le proprie cifre. Si inizia al PalaPentassuglia contro l’Enel Brindisi. Quella Enel che, in soli tre minuti (gli ultimi della partita di andata), ha fatto crollare su se stesso il castello (dalle fondamenta comunque deboli) biancoverde e che ha aperto una delle crisi più eclatanti della storia recente della Scandone (3 vinte e 13 perse tra campionato e Coppa Italia, giusto per ricordarlo). I pugliesi cercano la posizione migliore per la post season (al momento è sesta, in lotta con Trento per la quinta piazza) e, probabilmente, stanno mettendo benzina nelle gambe in vista dei play off, per cui non dovrebbe uscire una grande partita, nonostante coach Bucchi possa contare su un paio di giocatori di livello come Denomn, Mays (MVP dell’ultima giornata) e Pullen. Coach Frates, al momento l’unico in diritto di parlare, nella conferenza stampa di venerdì non ha usato giri di parole nei confronti di Anosike e compagni: ha parlato di “un gruppo che non ha mostrato grande sensibilità e non ha capito le motivazioni della società e la storia di questo club”. Una magra consolazione, rispetto a tutto quello che è stato sopportato in questi ultimi 9 mesi.

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