Il solito refrain per i soliti rimpianti (di Alfredo Bartoli)

Il solito refrain per i soliti rimpianti (di Alfredo Bartoli)

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Neanche il talismano Pistoia porta bene a questa Scandone che, per la prima volta nella sua storia, si deve arrendere ai biancorossi toscani. La terza sconfitta di fila, esattamente come le altre, ha fatto vedere qualcosa di buono, ma non quanto basta per pensare di poter vincere in un campo estremamente caldo e contro una squadra in piena salute.

Avellino ha avuto un ottimo approccio alla gara, ha saputo reagire quando la pressione della Giorgio Tesi stava montando ma non è riuscita a fare l’ultimo sprint: il solito refrain insomma. Ancora una volta si è vista una squadra che ha acceso e spento con quasi tutti i suoi uomini (solo Acker ha dato un contributo costante per tutto l’arco della gara), che ha alternato momenti ottimi a vuoti preoccupanti, che non riesce a salire di colpi quando la partita lo richiede. Le palle perse continuano ad essere un problema, stavolta non tanto per la quantità (14 è un numero quasi accettabile per chi ne perde oltre 18 di media), quanto per la “qualità” (sempre in momenti importanti della gara, come le 3 consecutive a fine terzo quarto) e, da un paio di partite a questa parte, anche i rimbalzi stanno diventando un fattore di rischio (ieri 40-31 per gli avversari).

Eppure, con tutte le difficoltà del caso, a 5 minuti dalla fine il punteggio era in perfetta parità (grazie a 3 minuti da fuoriclasse di Leunen, alla sua migliore partita in biancoverde), nella tana della squadra più in forma del lotto, a dimostrazione che questo gruppo ha le qualità per competere, almeno con le formazioni della sua stessa fascia.

Coach Sacripanti, sempre molto lucido e corretto nell’analisi del match, se la prende con alcune scelte sbagliate dei suoi che hanno iniziato a subire la pressione dei padroni di casa, non vuole sentir parlare di mancanza di atletismo, e preferisce pensare a migliorare gli aspetti tecnici e tattici per ovviare a questo tipo di problemi. Però, oltre al fattore tempo, c’è anche un calendario che non aiuta giacché i prossimi due impegni, anche se casalinghi, sono contro due ottime squadre come Trento (che ormai non può considerarsi sorpresa) e i campioni d’Italia di Sassari. Bisogna invertire il trend e bisogna farlo quanto prima perché il campionato è lungo ed appare ancora più livellato rispetto allo scorso anno e perdere terreno adesso potrebbe diventare un serio problema per il futuro.

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