La furia della Sidigas si abbatte su Cremona: missione terzo posto compiuta

La furia della Sidigas si abbatte su Cremona: missione terzo posto compiuta

Uno scatenato Cervi guida gli irpini al successo nell’anticipo contro la Vanoli

La Sidigas Avellino non tradisce le attese nell’anticipo di mezzogiorno battendo per 84-70 la Vanoli Cremona, ribaltando la differenza canestri (-6 dell’andata) che regala ai biancoverdi il terzo posto in classifica. Uno scatenato Cervi è l’Mvp della gara con 17 punti, 6 rimbalzi e un 25 di valutazione.

Sidigas Avellino: Norcino n.e., Ragland 14, Green 3, Veikalas 9, Acker 2, Leunen 9, Cervi 17, Severini n..e, Nunnally 13, Pini 3, Buva 14, Parlato n.e. All.: Sacripanti

 

Vanoli Cremona. Dragovic 8, Starks 13, Gaspardo 5, Mian 5 Cusin 8, Cazzolato , Washington 14, Biligha 2, McGee 4 , Turner 10. All.: Pancotto

Arbitri: Seghetti, Bartoli, Ursi

Parziali: 22-18, 47-35, 65-48

E’ l’ex Dragovic ad inaugurare le danze col primo canestro costruito in pick and roll con Washington a cui coach Pancotto affida la marcatura di James Nunnally. Le squadre scaldano immediatamente la mano da tre punti: Leunen s’inventa una tripla al 24” ma Turner replica nell’azione seguente (4-5 al 3’). Si gioca a viso aperto sia da una parte sia dall’altra e l’imprecisione al tiro caratterizza i due attacchi. Avellino prova a porre rimedio attaccando direttamente il ferro, producendo un minibreak di 7-0 chiuso dalla tripla di Nunnally che regala il primo vantaggio ai locali (11-7) che induce Pancotto al timeout. La Vanoli, priva di Vitali per infortunio (domani si operarà) non si dà per spacciata e si affida alla furbizia, punendo alcune leggerezze della difesa biancoverde che si riscatta dall’altra parte con la velocità di Ragland che non si lascia intimidire dalle lunghe leve di Cusin. L’energia spesa nei primi minuti induce i due allenatori a cambiare un po’ le carte in tavola. Al primo pallone toccato Veikalas e Buva consentono il riallungo (22-18).

Botta e risposta dalla lunga distanza tra Mian ed il folletto Green ma è Starks la vera spina nel fianco con le sue accelerazioni su cui i lunghi irpini faticano a chiudere. Cremona comincia con maggior decisione la seconda frazione, approfittando di ogni singolo spazio libero concesso dalla Scandone che deve di fatto registrare l’ennesimo tentativo di rimonta dei lombardi (27-26 al 14’). Alla Sidigas, tuttavia, basta un minimo per infiammarsi e tagliare come il burro la difesa della Vanoli che prima si perde Ragland e qualche istante dopo Pini che è abile a tagliare lungo la linea di fondo e completare un prezioso gioca da tre punti (37-26). Il controllo del ritmo (Ragland e Green contemporaneamente sul parquet) consente ai padroni di casa di contenere la foga cremonese e mettere in gara un elemento come Cervi che limita bene Cusin che dalla lunetta interrompe un parziale casalingo di 12-0.

Sono i lupi ad azzannare nuovamente gli avversari in avvio di secondo tempo. Il duo di ex canturini (Ragland – Leunen) realizza i primi cinque punti per gli irpini che aggiornano a diciassette il massimo scarto di vantaggio (52-37 al 22’). Cremona si affida all’estro dei propri singoli anche se una vera e propria manovra d’attacco stenta a vedersi mentre sono più di una le forzature dei suoi esterni. Avellino ringrazia e manda a schiacciare Cervi che inchioda una bella bimane in testa a Cusin. Ragland prende in mano con una disinvoltura disarmante il controllo del match: ne arriva la prima tripla di mattinata e l’assist per Cervi che infila il secondo canestro a distanza di pochi minuti col tassametro che corre per la Sidigas. Il lungo reggiano davanti agli occhi del uso ex diesse Frosini (presente in tribuna) si divide la scena in attacco facendo il vuoto nel pitturato della Vanoli contro Gaspardo e l’altro ex Biligha (63-46 al 29’).

La Sidigas deve fare attenzione alla reazione rabbiosa della Vanoli che non vuol lasciare nulla al caso: la Pancotto band riprende a macinare nella metà campo con Starks che si carica la squadra sulla spalle: sette punti contro i quattro di marca locale non lasciano dormire tranquilli coach Sacripanti. L’esperienza di Acker consente di prendere ossigeno ad una Scandone che appare un po’ impacciata e impreparata a difendere le penetrazioni degli esterni lombardi che riescono a limare di poco lo svantaggio (71-59 al 35’). Nunnally è prezioso quanto i suoi tre canestri che permette di tener a debita distanza il team in canotta chiara che tenta di metterla sulla velocità con le sue seconde linee ma il match va in archivio con due minuti d’anticipo sul tabellone quando Avellino vola sul + 16 e Washington dalla lunetta si deve accontentare di un 1/2. Arriva così il riscatto e l’atteso terzo posto. Ed è gran festa al PaladelMauro.

 

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