La Sidigas illude per 20′, Caserta fa festa nel derby

La Sidigas illude per 20′, Caserta fa festa nel derby

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Una gara dai due volti chiusi dai fischi dei presenti al PaladelMauro. Il derby della Campania se lo aggiudica la Pasta Reggia Caserta che sbanca il PaladelMauro per 62-70 grazie ad un secondo tempo da incubo per i biancoverdi e da cineteca per i bianconeri (49-18 il parziale della ripresa). E’ la seconda sconfitta di fila per Avellino (Veikalas 15 punti) dopo quella di Cremona che complica il cammino verso le Final Eight per il team dell’ex Sacripanti.

 

C’è Peyton Siva, in dubbio alla vigilia nelle fila ospiti. Ad aprire le danze sono Downs e Jones che sanciscono la buona partenza di Caserta sul 4-0 dopo due giri di lancette. Un vantaggio che durerò giusto trenta secondi sul cronometro quando Avellino prende le misure in contropiede agli avversari ed impatta con Nunnally. Il match si carica di adrenalina ed intensità. La Sidigas fatica a renderci pericolosa dalla lunga distanza ma in penetrazione è una spina ne fianco soprattutto in area pitturata dove Cervi fa sentire i centimetri mentre la mano educata di Acker è una certezza per i padroni di casa (12-8 al 7’). Al festival dei canestri si iscrive anche Joe Ragland che trasforma in tre punti l’assist di Leunen. La Pasta Reggia accusa il colpo: le percentuali al tiro non sorridono (4/14) ed il numero delle palle perse lievita. Nunnally è il protagonista del break di 10-2 con cui la Scandone sbarra la strada alla Juve.

 

I bianconeri lanciano segnali di rimonta con due conclusioni al ferro dell’ex Daniele Cinciarini e Downs ma soffrono il tonnellaggio nel proprio pitturato degli irpini che rispondono con Cervi molto più propositivo e coinvolto in attacco rispetto al match di Cremona. Le rotazioni corte lasciano poco spazio ad eventuali correttivi per coach Dell’Agnello che abbassa il quintetto con Gaddefors e Jones coppia di lunghi. Veikalas riscalda la mano dai 6,75 metri e lancia i padroni di casa sul 35-19. La difesa a zona ordinata da Dell’Agnello viene annullata dai biancoverdi con una veloce circolazione di palla che apre la strada ai tiri di Buva (sei punti in un amen) e alle penetrazioni di Acker.

 

Le strigliate nell’intervallo sortiscono gli effetti auspicati per coach Dell’Agnello. La Pasta Reggia alza il volume in difesa con la zone press. Ne nasce un parziale di 15-2 che coglie impreparata la Scandone che risponde coi tiri liberi di Nunnally. E’ il momento più difficile per la formazione casalinga che non riesce ad arginare un indemoniato Cinciarini, autentico protagonista della striscia casertana con nove punti che riaprono il match dopo cinque giri di lancette (46-38). Sacripanti chiede un maggior controllo del ritmo viste anche le sei palle perse ed opta per la soluzione del doppio regista con Green e Ragland. L’inerzia passa nelle mani dei viaggianti che sporcano lo forzano le traiettorie di tiro altrui. La tabellata di Veikalas è puro ossigeno per Avellino (49-46 al 28’).

 

Il sorpasso per la Juve si compie ad inizio di quarto periodo quando Downs regala il primo vantaggio (53-54 al 31’). Lo spavento dura il tempo che Acker e Veikalas aggiustano la mira e Giuri regala la palla agli avversari. Il lavoro sporco di Buva sotto i tabelloni produce dei secondi tiri che i lupi riescono a convertire in punti (62-57). Avellino, tuttavia, tiene troppo ferma la palla in fase di possesso, riducendosi a forzare allo scadere dei ventiquattro secondi. Sacripanti alza il quintetto con Cervi ma Hunt continua a fare la voce grossa. Caserta viene graziata in difesa da una Sidigas che litiga in maniera preoccupante col ferro. Gaddefors fa scattare definitivamente il campanello d’allarme (62-65 al 38’). Il quattordicesimo punto di Hunt è il preludio ai festeggiamenti cui danno inizio i circa trecento tifosi giunti dalla città della Reggia. Per la Scandone un Natale amaro.

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