Lettera aperta a mister Tesser

Lettera aperta a mister Tesser

Caro mister,
è un momento delicato, insidioso, sfortunato ed è per questo che ho deciso di scriverle.
È la prima volta che lei allena al Sud e qui, in particolar modo ad Avellino, fare calcio è tanto bello quanto difficile: c’è la passione della gente, di cui ha avuto modo di accorgersi già nel giorno della sua presentazione, ma c’è anche la smania dei risultati.
Si è geni quando si vince, si è incapaci quando si perde. I progetti vanno bene, ma solo se i risultati si cominciano a vedere sin dall’inizio. Nel suo caso, purtroppo, i risultati stentano ad arrivare e la sua sfortuna è forse stata quella di arrivare in un momento in cui nei nostri occhi avevamo ancora il fantastico Avellino di Bologna e quella maledetta traversa di Castaldo.
È arrivato e tutti hanno pensato immediatamente alla sua impresa in quel di Novara, portato subito dalla C alla A.
Qua ad Avellino, invece, l’inizio non è stato dei migliori. Le sta girando tutto contro.
Aveva chiesto un centrocampista di un certo livello (Moretti) per il salto di qualità, ma si è dovuto accontentare del giovane, seppur talentuoso, Bastien.
Ha dovuto e sta facendo ancora a meno del nostro calciatore simbolo, Gigi Castaldo e la sorte l’ha privata anche del suo fedelissimo Gavazzi, giocatore imprescindibile per il suo calcio.
Ha dovuto fare i conti anche con i numerosi errori arbitrali, basti pensare al gol annullato a Trotta col Novara, ai rigori assegnati generosamente al Cagliari e al Vicenza o al vantaggio della Salernitana, quando la palla era già uscita.
Le sue bocche da fuoco l’hanno sin qui tradita, divorandosi nunerosi gol e concretizzando davvero poco la più che discreta manovra della squadra.
Nonostante questo, lei però si è assunto la totale responsabilità del momento negativo ed ha addirittura parlato del delicato momento con le lacrime agli occhi.
D’altronde chi la conosce sa che è una persona generosa, disponibile e al tempo stesso testarda, nel senso che vuole far bene il lavoro che gli viene assegnato ad ogni costo.
L’unico appunto che le si può muovere è la scarsa cattiveria agonistica messa in campo dalla squadra.
Mister, ci vuole più “cazzimma” e tocca a lei trasmettere grinta e personalità alla sauadra.
A cominciare dal Livorno (magari faccia leggere alla squadra le parole di Kukoc), dove sarà vietato sbagliare: c’è l’urgenza di ottenere un risultato positivo.
La società è ancora con lei, così come chiunque voglia il bene dell’Avellino. Abbiamo fiducia in lei, aspettiamo solo che cominci a ripagarla.

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