Markovski: “Potevamo vincere, Ivanov che giocatore!”

Markovski: “Potevamo vincere, Ivanov che giocatore!”

Il risultato finale l’ha  un pò sorpreso ma Zare Markovski riconosce  i meriti della sua ex squadra: «Poteva finire anche diversamente. Malgrado  le nostre migliori percentuali da due e da tre punti. Abbiamo pagato dazio contro un superbo Ivanov che ci ha puniti a rimbalzo offensivo ed ha creato tante seconde opportunità per i suoi compagni».
Al PaladelMauro ha fatto il suo debutto, o meglio un ritorno, Sasha Vujacic: «Ha fatto bene ma non benissimo. Si vista la qualità del giocatore che resta  indiscutibile. Le sue gambe non sono al meglio  ma non gli si poteva chiedere di più visto che oggi ha disputato la terza gara di quest’anno». La vittoria della Sidigas lascia aperti gli scenari playoff: «Sono discorsi in generale. Centra anche il calendario e gli avversari che possono esser più deboli rispetto a due o tre mesi fa. È meglio pensare alla prossima partita. Le somme si tirano alla fine. Ogni traguardo passa dalla collezione delle vittorie».
Il tecnico macedone non ha riscontrato grandi differenze in Avellino rispetto alla gara del girone d’andata. Ma l’impiego di Goldwire è risultato decisivo in molti frangenti. “Noi sapevano che non sarebbe stato facile anche perchè Avellino non poteva essere di certo quello visto nelle ultime settimane. Con l’innesto degli ultimi due acquisti ha ricompattato l’ambiente e ha trovato lo slancio giusto per tornare a sorridere. Mi spiace che l’abbia fatto con noi dopo una gara tutto sommato molto equilibrata e combattuta. Diciamo che sono stati lucidi nei momenti più importanti e soprattutto bravi con una buona difesa a non farci rientrare nell’ultimo quarto tenendoci sempre a debita distanza”.
“Sono contento – aggiunge – che sia stata poi una giornata di sport tra due tifoserie che si vogliono bene. Io non voglio mai perdere – conclude Zare – ma devo ammettere che stasera Avellino non ha sbagliato nulla ed ha fatto la differenza. Il nostro campionato e il loro non finisce di certo qui. C’è ancora tanto da fare”.

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