Molin: «La supremazia sotto canestro sarà la chiave del match»

Molin: «La supremazia sotto canestro sarà la chiave del match»

Lele Molin
Lele Molin

La Sidigas Avellino è la sua bestia nera. Nei due confronti contro il sodalizio biancoverde (di cui uno lo scorso anno quando sostituì Andrea Trinchieri sulla panchina di Cantù) coach Lele Molin è rimasto all’asciutto di vittorie. E il match contro il suo ex collega  e compaesano Vitucci (entrambi  nativi di Venezia ed assistenti allenatori di Ettore Messina nella Benetton Treviso dal 2002 al 2005) potrebbe essere finalmente la giusta occasione per sfatare questo tabù: «E’ una partita sentitissima, e la giocheremo in casa» sostiene il tecnico dei bianconeri che vuole regalare innanzitutto una serata di sole emozioni ai propri tifosi: «La prima difficoltà che abbiamo è quella di rispondere ai desideri dei nostri tifosi. Confido nel nostro pubblico che sente molto questa partita». Molin non si fida della Scandone che, dal suo punto di vista, ha trovato il giusto amalgama ed equilibrio in seguito alle epurazioni di Dean e Richardson: «Avellino ha trovato maggiore equilibrio dopo il taglio di Richardson e Dean e, allo stesso tempo, una chimica migliore, esprimendosi con maggiore determinazione. È costituita da giocatori esperti e tecnicamente molto validi e lo ha ampiamente dimostrato nelle ultime gare». Secondo Molin la vittoria per l’una e per l’altra squadra potrebbe decidersi sotto canestro: «La battaglia si vincerà sotto le plance, al di là di quelle che potranno essere le prestazioni individuali». Le attenzioni dei supporters di fede casertana saranno di certo rivolte sul debutto del nuovo arrivato, il playmaker Ronald Moore: «È arrivato qui con obiettivi chiari, non viene solo per riempirsi il portafogli – dice il coach della Pasta Reggia – L’ho visto molto attento in mezzo al campo e il voler conoscere subito i compagni sul campo mi ha colpito moltissimo». La sua recente esperienza in Ucraina (i cui recenti fatti di cronaca lo hanno spinto a cambiare aria) la ritiene un vantaggio da dover sfruttare nell’ottica di un suo rapido inserimento in squadra: «È il giocatore adatto a noi. Sa mettere in ritmo i compagni e non si incaponisce con il gioco a due con il lungo, spero che possa essere il rimedio per la nostra poca fluidità offensiva in alcune situazioni. Rispetto ad un play proveniente dalla D-League sa già cosa vuol dire giocare in Europa quindi i tempi di adattamento potrebbero essere meno lunghi».

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