“Nunnally? Un potenziale Mvp. Alle Final Eight il pronostico non sarà chiuso”

“Nunnally? Un potenziale Mvp. Alle Final Eight il pronostico non sarà chiuso”

Al gran galà delle Final Eight della Coppa Italia ci sarà anche la Sidigas Avellino che per il secondo anno di fila salirà in Lombardia, nella fattispecie al Medionalum Forum di Assago, attesa dal quarto di finale con la Grissini Bon Reggio Emilia, regina del girone d’andata. Ancora una volta i biancoverdi sfideranno la prima della classe come accadde undici mesi fa a Desio contro l’EA7 Milano. L’entusiasmo e la fiducia dettate dal successo contro la Reyer Venezia arrivano in un momento potenzialmente decisivo per le sorti della stagione dei biancoverdi.

“La Sidigas Avellino ha fatto il proprio dovere battendo la Reyer Venezia. Mi piace, ed è giusto farlo, riconoscere i meriti alla formazione di coach Sacripanti che dopo tante vicissitudini ha finalmente vissuto il suo momento di gloria. – afferma il telecronista di Rai Sport Edi Dembiski – Battere l’Umana non era facile ma le colpe sono da ricercare nelle sconfitte di Brindisi con Cremona e di Cantù a Varese. Niente è casuale. La Scandone ha saputo chiudere la gara quando doveva farlo grazie ad un bellissimo quarto periodo in cui ha concesso poco ai suoi avversari. Dopo tante peripezie, la squadra sta trovando i suoi equilibri e, nonostante qualche passo falso inatteso, può e deve crescere ancor di più.”

Una conferma e non più sorpresa è James Nunnally, fresco di convocazione all’All Star Game di Trento?

“E’ un giocatore impressionante. In estate dissi che sarebbe stata una rivelazione per il nostro campionato. Ha chiuso solo tre volte sotto la doppia cifra. Ha segnato venti o più punti per quattro partite di seguito. Tira col 50% da due punti, prende circa cinque rimbalzi. Onore a chi ha scommesso su quest’americano che ritengo possa essere l’Mvp del campionato.”

Avellino è stata l’unica formazione a cambiare in due settimane la coppia di registi. Inusuale verrebbe da dire per il nostro torneo?

“Hanno saputo scegliere due giocatori che avevano poco da farsi spiegare. Green conosceva già la piazza di Avellino, Ragland sapeva del gioco di Sacripanti. E’ una coppia che può solo migliorare. Dico questo perché la Scandone si trova con due play che ti smazzano tredici assist, giocano tantissimi minuti. E’ davvero difficile trovare due play che possono garantirti assist e punti con una certa qual garanzia.”

Risposte importanti sono arrivate da Leunen e Buva finiti sotto la lente di ingrandimento in questo primo step?

“Due mosse studiate nei minimi particolari da Pino (Sacripanti ndr) che già li conosceva. Leunen è quel giocatore che non domina nelle statistiche ma fa tanto lavoro sporco che molto spesso non risulta negli score finali. Un po’ come accade per Cerella a Milano. E’ un equilibratore per dirla alla coach Michelini. Si è preso una rivincita silenziosa. Buva, invece, è un classe ’91 con grandi margini di crescita. Lo scorso anno aveva fatto vedere sprazzi del suo talento avendo non tantissimo spazio. Questo è l’anno della svolta. Ha un potenziale enorme, in uscita dalla panchina sta offrendo dei numeri che in alcuni casi hanno permesso alla Sidigas di vincere partite fondamentali.”

Le Final Eight distano ancora un mese. In cosa dovrà esser brava Avellino nell’arrivare preparata a quest’appuntamento?

“Rispetto allo scorso anno si respira un clima diverso e non è poco quest’aspetto. Avellino arrivò alle ultime Final Eight reduce da una serie negativa di risultati. Questa volta c’è una squadra che può migliorare la propria intesa ed il gioco: dall’inserimento di Ragland alla crescita di tanti altri giocatori. Già la sfida a Pesaro sarà importante da questo punto di vista. Giocare contro Reggio Emilia non è facile: il pronostico resta appannaggio dei biancorossi sia oggi sia il 19 febbraio. La differenza potrebbe farla l’entusiasmo con cui Avellino arriverà alla manifestazione ed una Grissini Bon che potrebbe accusare un pò la stanchezza del doppio impegno tra campionato ed Eurocup. Faccio un sincero in bocca al lupo alla Scandone.”

 

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