Rastelli si presenta al Cagliari: “Qui per vincere e conquistare i tifosi”

Rastelli si presenta al Cagliari: “Qui per vincere e conquistare i tifosi”

“Il primo contatto con il Cagliari l’ho avuto lunedì sera intorno alle 22. Ho incontrato il presidente, abbiamo fatto una chiacchierata a 360°. Sono seguiti tre giorni abbastanza convulsi, data la mia situaizone contrattuale con l’Avellino, ma fortunatamente tutto si è risolto per il meglio. Devo ringraziare il presidente, il direttore sportivo Capozucca e il dottor Filucchi che hanno avuo fiducia in me. Abbiamo un unico obiettivo: vincere, e sin dal primo giorno di ritiro porremo le basi per disputare un campionato da assoluti protagonisti. Nei prossimi giorni inizieremo, con il presidente e il direttore, a individuare i nomi utili per rinforzare l’organico. Per riconquistare i tifosi, conosco una sola ricetta: lavoro duro e risultati. Rappresentiamo una regione intera, quella del Cagliari è una maglia pesante, gloriosa: ci vorrà il giusto mix di giocatori esperti, di personalità e giovani che possano offrire freschezza atletica. Ci aspetteranno tutti al varco, ogni avversario vorrà giocare la partita della vita. Avremo addosso tanta pressione che dovremo essere bravi a gestire. La Serie B bisogna conoscerla bene, altrimenti non è semplice trasmettere una certa mentalità. In sei anni di carriera da allenatore, ho sempre raggiunto gli obiettivi che la Società mi aveva chiesto, non mi sento una seconda scelta: sono fiero ed orgoglioso di essere l’allenatore del Cagliari”. Massimo Rastelli si è presentato ufficialmente alla sua nuova piazza questa mattina nella conferenza stampa tenutasi alla presenza del presidente Giulini. Non solo di Avellino ma anche di futuro e di tattica ha parlato il mister di Torre del Greco: “Li ho fatti tutti. Mi baso sulle caratteristiche dei giocatori. Principalmente ho adottato comunque il 3-5-2 e il 4-3-1-2. Non ho un allenatore di riferimento, anche se da giocatore Orrico è stato fondamentale nella mia crescita professionale. Mi piace lavorare sul campo, non guardo l’età dei giocatori, ma la loro utilità sul campo. Lavorare sulla testa è ancora più importante dell’aspetto tecnico-tattico”.  Sull’obiettivo promozione dice: “Così d’acchito direi che Catania e Cesena, oltre a noi possono venire indicate come “teste di serie”; però non dimentichiamo che la B è un campionato strano, sono state promosse quest’anno outsider come Carpi e Frosinone, la corazzata  Bologna ce l’ha fatta solo ai play-off”.

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