Rotazioni “corte” e un ritrovato Hayes premiano la Sidigas Avellino

Rotazioni “corte” e un ritrovato Hayes premiano la Sidigas Avellino

Taquan Dean (foto Mario D'Argenio)
Taquan Dean (foto Mario D’Argenio)

Le parole su Dean e Richardson pronunciate in conferenza stampa  nel post gara contro Pistoia da coach Frank Vitucci hanno aperto l’ennesima pagina di una stagione a dir poco travagliata che sta vivendo la Sidigas Avellino. La presa di posizione da parte della guida tecnica dei biancoverdi ha lasciato sorpreso pubblico e addetti ai lavori. Chi riteneva (in primis gli organi di informazione) che le assenze dei due cestisti colored fossero dipese da problemi di natura prettamente fisica è stato puntualmente smentito. Di certo la volontà dell’allenatore veneziano di lasciar fuori chi non si è allenato in settimana mette a tacere i mugugni di coloro che fino a domenica sera hanno etichettato Vitucci incapace a tener il polso della situazione, a non saper gestire dal punto di vista emotivo lo spogliatoio. Adesso è lecito attendersi da parte dello stesso “Sindaco” o quanto meno dalla proprietà e società le ragioni di questa scelta. Ben venga la volontà di far chiarezza almeno in questa circostanza dopo le poco chiare spiegazioni in merito alla vicenda Will Thomas, occorsa non meno di due settimane fa.

Se in quella circostanza a rischiare il taglio era stato il centro di Baltimora, ora possibili scenari di mercato  potrebbero toccare più da vicino proprio Dean e Richardson, non presenti neanche in tribuna contro la Giorgio Tesi Group Pistoia. Il primo ossia “The Wolf” è rimasto ai box alla vigilia della sfida contro i toscani a causa di problemi fisici che lo hanno costretto a sottoporsi a delle terapie e ad assistere in borghese agli allenamenti. Lo stesso dicasi per l’ala di Allentown, croce e delizia di Vitucci, protagonista di una stagione altalenante caratterizzata da grandi prestazioni come contro la Vanoli Cremona o prestazioni decisamente opache (vedi Varese quattro punti in 29’ d’impiego).

Jarvis Hayes
Jarvis Hayes

Le voci che vogliono la Scandone vicina a concludere l’accordo con Thomas Kelati, guardia – ala statunitense ma con passaporto polacco, potrebbero a questo punto trovare il loro fondamento. A condizione che venga prima risolto il lodo pendente con Dwight  Hardy. L’arrivo di Kelati, fermo dallo scorso 16 dicembre quando ha chiuso la sua esperienza in Spagna col Laboral Kutxa (8 gare a 2.8 punti di media), darebbe maggior equilibrio difensivo sul perimetro rispetto a Richardson, senza tralasciare la sua mano educata dall’arco dei tre punti. Potrebbe esser lui il nuovo Jimmy Lee Hunter, il  collante tra attacco e difesa per le restanti tredici gare di campionato della Sidigas? Il tempo ci dirà se l’interessamento per l’ex Valencia e Malaga (faceva parte del roster che affrontò l’Air allenada da Zare Markovksy nella stagione 2008-2009) si concretizzerà o no in un nuovo colpo di mercato della società biancoverde. I dirigenti irpini contro la Tesi Group hanno potuto ammirare, seppur a sprazzi, le qualità  offensive e di rimbalzista di Jarvis Hayes ( 8 carambole per l’ex Wizards), lanciato in quintetto e rimasto sul parquet per ben 36’. Una sua tripla nell’ultimo  quarto è stata accolta come una manna dal cielo che ha stoppato l’ennesima rimonta ospite che stava per essere completata da un canestro dalla distanza dell’ex Cortese. La poca forza di chiudere in anticipo la partita è, forse, la nota dolente di una serata marchiata dal silenzio degli Original Fans per i primi 30’ di un incontro che ha visto la Scandone avanti anche di quindici lunghezze (47-32). Le fiammate di Wanamaker e Gibson hanno ridato adrenalina ad una Pistoia che ha provato a infastidire con ripartenze e atletismo una Sidigas ragionatrice e, in alcuni istanti del match, troppo legata a percentuali di tiro che non l’hanno premiata. Un altro dato che è emerso, e perdi più singolare, è l’1/8 da tre punti di Jaka Lakovic (la stessa percentuale iscritta a referto contro Siena e Venezia). A favore le play sloveno bisogna evidenziare i 5 assist e la leadership venuta fuori nei momenti di maggiore difficoltà.  Le rotazioni corte non hanno offerto neanche questa volta la vetrina del campo a Paul Biligha che già lo scorso lunedì ha dovuto saltare per infortunio il raduno della Nazionale di coach Pianigiani a Roma. Chi si è ritagliato un margine di spazio contro i biancorossi è stato  Nikola Dragovic. Il prodotto di Ucla ha tirato fuori dal cilindro due canestri da tre punti a dir poco decisivi per le sorti della Scandone. Una rondine non fa primavera e per Dragovic il test contro l’Acea Roma  al PalaTiziano potrebbe essere l’ultima chance a sua disposizione per convincere il sodalizio di contrada Zoccolari a non tagliarlo. Per la Sidigas, invece, si prospetta un’altra settimana calda. L’ennesima di questa stagione.

Davide Baselice

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