Sanfilippo: “Alla Sidigas occorre chiarezza di idee. Gli allenatori? Vanno difesi e non esonerati”

Sanfilippo: “Alla Sidigas occorre chiarezza di idee. Gli allenatori? Vanno difesi e non esonerati”

“Bisogna capire quali sono e quali saranno i prossimi obiettivi della società. I risultati  hanno detto altro e hanno bocciato l’operato della dirigenza. A mio avviso si sono presi giocatori di cui forse si aveva una conoscenza non approfondita; è stato dato l’ok per delle scelte di cestisti che non hanno reso per quello che sono ben pagati.” Tra recente passato e futuro che dovrebbe iniziare a delinearsi nelle prossime ore l’ex General Manager della Scandone, Menotti Sanfilippo, dice la sua sul campionato che si è appena chiuso per i  biancoverdi in un’intervista sull’edizione odierna de Il Quotidiano del Sud.  Nei giorni scorsi il patron De Cesare ha lasciato intendere quali saranno le linee guida che caratterizzeranno la squadra biancoverde. In primis la riduzione del budget: “E’ una scelta condivisibile e ritengo che era anche giunta l’ora – afferma lo stesso Sanfilippo – Nella costruzione delle squadre quello che è importante è la fase di scouting, un’ampia conoscenza dei giocatori. Se verrà ridotto il budget, così come si vocifera, sarà indispensabile avere il giusto intuito e annusare il colpo. Mi riferisco al fatto di portare ad Avellino degli elementi anche sconosciuti ma che, grazie alle motivazioni, possano mettersi in evidenza e dare quel qualcosa in più che non si è visto negli ultimi tempi, facendo disinnamorare gli stessi tifosi. Da questo punto di vista Trento, Cremona o Pistoia hanno operato pur disponendo di budget inferiori alla Sidigas. In questo caso l’errore lo ritengo plausibile perché puoi aspettarti l’errore di inesperienza in alcuni frangenti. La cosa che auspico è che si scelgano dei giocatori con la speranza che non arrivino in Irpinia credendo di esser approdati nel Real Madrid, credendosi già bravi senza aver dimostrato nulla.”  Quello che si è chiuso è stato un campionato in cui in casa irpina si è registrato il cambio in panchina con l’addio di Frank Vitucci e l’arrivo di Fabrizio Frates: “Sarò sincero ma non sono un estimatore della teoria dei cambi di allenatore. Quest’ultimi vanno difesi sino alla fine e poi, a giochi fermi, si decide di interrompere un rapporto se non si è soddisfatti del rendimento. Bisogna anche chiedersi perché in pochi anni sono stati mandati via diverse guide tecniche. Quello che serve a questa società è una maggiore consapevolezza e conoscenza di quello che si fa e di ciò che si vuole ottenere. Qualche scelta recente non mi ha convinto del tutto: parlo di Green che non ha reso secondo le aspettative della vigilia. Sarebbe stato utile anche un giocatore dal pedigree meno noto ma più funzionale. Caserta lo scorso anno ha aggiustato in corso la sua stagione inserendo Ronald Moore.”

 

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