Sidigas Avellino, missione raggiunta: superata Venezia, la Final Eight è tua

Sidigas Avellino, missione raggiunta: superata Venezia, la Final Eight è tua

La seconda vittoria consecutiva della Sidigas regala per il secondo anno consecutivo la partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia. Finale con gli occhi incollati ad attendere i risultati dagli altri campi che sorridono alla formazione irpina che si qualifica da ottava alla kermesse tricolore. I biancoverdi riscattano il passo falso nel derby contro Caserta, superando per 88-76 l’Umana Reyer nell’ultima giornata del girone d’andata con cinque uomini in doppia cifra in cui spiccano i 19 punti di Ivan Buva. A Venezia (già qualificata con un turno di anticipo alla kermesse di Milano) non bastano il 55 % da due punti e il 48% da tre punti.

Sidigas Avellino: Norcino ne, Ragland 10, Green 8, Veikalas 13, Acker 2, Leunen 6, Cervi 14, Severini, Nunnally 13, Pini 1, Buva 19, Parlato n.e.. All. Sacripanti

Umana Reyer Venezia: Peric, Goss 2, Bramos 14, Tonut , Jackson 4, Visconti ne, Green 14, Ruzzier 8, Owens 14, Ress 13, Ortner 5, Viggiano 2. All.: Recalcati.

Arbitri: Taurino, Lo Guzzo, Borgioni

Parziali: 18-14, 38-40, 59-57A rompere il ghiaccio ci pensano rispettivamente prima Mike Green con un arcobaleno che trova il fondo della retina mentre Cervi prova immediatamente a far sentire la voce grossa contro Owens con due schiacciate consecutive che regalano alla Sidigas il primo vantaggio dell’incontro. Gli irpini aggiustano la mira imprecisa al tiro (2/8 dopo 4’) con un contropiede sul triangolo Leunen – Green – Nunnally. Acker regala il secondo sorpasso di una gara dove l’equilibrio la fa da padrone (8-8) e in cui la Reyer punge gli avversari trovando facilità nell’attaccare il ferro e soffre le mani veloci di Luenen (due recuperi). La zona ordinata da Recalcati regala delle buone conclusioni alla formazione di casa che non riesce, tuttavia, a sfruttarle. Sacripanti guarda in panchina e getta nella mischia Ragland e Buva. I muscoli di Mike Green regalano il massimo vantaggio agli ospiti ma Avellino è cinica. Leunen (gravato di due falli) apparecchia sulla testa di Ortner: ne nasce un break di 8-0 chiuso dal layup di Buva, autore di una buona partenza che porta i lupi sul 16-12. Il timeout orogranata non basta a fermare la vena offensiva dell’ala croata che consegna alla propria squadra il primo parziale.

 

Il jolly per l’Umana esce dalla panchina e si chiama Michael Bramos: l’ex Panathinaikos ricorda al pubblico del PaladelMauro di essere il migliore tiratore da tre punti della lega insaccando due triple in rapida sequenza che riaprono definitivamente il match. Risponde con la stessa moneta Benas Veikalas che riesce a contenere la sfuriata veneziana dalla linea dei 6,75 metri che produce il sorpasso (21-23) con Ress. La forza di reagire della Sidigas arriva da comprimari di lusso quali Pini e Buva chiamati agli straordinari in difesa. Avellino vive una fase di stanca offensiva continuando, inoltre, a litigare col tiro da tre punti (2/10). Dall’altra parte sono le individualità a riconsegnare la testa del match ai veneti che puniscono un Scandone (e Cervi in particolare) che si dimentica di chiudere prima su Bramos e poi su Ortner (38-40).

 

Il rischio fuga per Venezia è dietro l’angolo ma i biancoverdi sono abili a recupera anche quattro lunghezze di svantaggio per dare il via ad un break di 10-0 con cui ribaltano completamente il fronte e con un Cervi in gran spolvero: prima annulla Owens con la seconda stoppata del match e nell’altra metà campo corregge a rimbalzo offensivo un errore di un proprio compagno (50-46). Gli ospiti non si scompongono ma restano attaccati all’incontro con la prima tripla di serata di Ruzzier (56-55).

 

10-0 è il break con cui la Scandone inaugura la quarta frazione trascinato da un Ragland che ne iscrive sette a referto e ben supportato dal solito Buva che diventa un incubo per i lunghi veneziani che faticano a contenere la sua mobilità in area. Il vantaggio in doppia cifra durerà giusto il tempo che Mike Green e Ruzzier aprono la scatola (72-63 al 34’) con i lagunari che restituiscono con un controbreak di 9-0. Nunnally si mette all’opera senza farsi pregare da Bramos a cui non resta altro che prendergli il numero di targa (78-69). Cervi torna a dettar legge contro Owens: è un finale in crescendo che chiude tra gli applausi del proprio pubblico.

 

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