Sidigas da urlo: Cervi “schiaccia” Trento, arriva la finalissima di Coppa Italia

Sidigas da urlo: Cervi “schiaccia” Trento, arriva la finalissima di Coppa Italia

Il sogno è dietro l’angolo. La Sidigas Avellino centra per la seconda volta nella sua storia la finalissima delle Final Eight. I biancoverdi battono la Dolomiti Energia Trentino per 71-69 al termine di una gara in cui la truppa di Buscaglia aveva avuto la possibilità di chiuderla. La difesa di Avellino nell’ultimo quarto porta in finalissima Nunnally e soci.

Sacripanti schiera nel quintetto base Marques Green nonostante qualche problemino fisico. Buscaglia si affida ad uno starting five fatta di centimetri e fisicità con Sutton da ala piccola e il duo Wright – Pascolo sotto le plance. La Scandone sbaglia i primi tre tiri della serata incassando al tripla di Forray dall’angolo. Cervi e Leunen annullano lo strappo (5-2 al 4’) ma la Dolomiti prova a giocare di forza nel pitturato biancoverde (11 rimbalzi catturati di cui cinque offensivi). Avellino attinge alla panchina per provare a dare la scossa al match con Ragland e Veikalas, eroi del successi ventiquattro ore prima contro Reggio Emilia. Dalle mani di quest’ultimo nasce l’alley-oop per la bimane di Cervi che vale l’11 pari al settimo minuto di gioco. Il canestro al 24” di Bergrren regala l’illusorio allungo ai bianconeri perché la fortuna è dalla parte di Buva che manda a bersaglio la prima tripla della serata (15-14). Avellino riesce a ribaltare l’inerzia nel finale col 18-16 alla fine del primo quarto.

La Dolomiti inizia bene il secondo quarto con un miniparziale di 5-0 che obbliga coach Sacripanti a richiamare i suoi col timeout dopo tre giri di lancette. Il trascinatore è ancora Berggren che fa valere tutta la propria stazza e mobilità nell’area degli irpini che sbagliano i primi due tiri dalla lunga distanza con Acker e Ragland . Rientra Marques Green per ridare fosforo ad un attacco poco pungente e che concede qualche palla persa di troppo agli avversari. Buva è l’unico ad infastidire gli avversari prendendo bene posizione sottocanestro tanto da venir premiato con quattro punti di fila che tengono in gara la Scandone (26-22 al 14’).   Si sblocca finalmente anche James Nunnally che, grazie ad rubata di Green, va a schiacciare i primi punti di giornata dopo i precedenti quattro errori. Cervi fa la voce grossa a rimbalzo ma dall’altra parte Wright non è da meno (30-26 al 29’). Da una palla semi persa la Scandone si infiamma con due triple in pochi secondi: a timbrare il cartellino prima Veikalas e poi Green da 18 metri. Avellino avanti 34-30 all’intervallo.

Attacchi spumeggianti nelle prime battute della ripresa con la Scandone che si vede annullare sei lunghezze da uno scatenato Forray che gonfia la retina per due azioni consecutive da tre punti che risistemano la parità sul 38-38. La sparatoria dai 6,75 metri per la Dolomiti Energia non accenna ad arrestarsi perché a scaldare la mano ci pensa anche Sanders per un nuovo minibreak trentino di 9-1 in poco più di quattro minuti (41-39). La difesa avellinese fatica a contenere i tagli bianconeri e la veloce circolazione di palla che produce dei tiri aperti o in superiorità numerica. La speranza per la Scandone si chiama Marques Green che da solo ne iscrive otto punti in un amen a cui si aggiunge Nunnally che riportano avanti (46-51 al 27’). L’Aquila Basket ha il merito di non mollare mai ma punire ogni disattenzione avversaria e la penetrazione di Lockett segna il nuovo cambio di padrone nel punteggio (53-52). Nunnally gonfia la retina con la tripla del + 2 al 30’ (53-55).

La Dolomiti si rende protagonista di un altro avvio in crescendo, punendo una Sidigas poco aggressiva quando c’è da contendersi un pallone vagante. Forray si inventa la tripla (con tanto di tabellata) per il 58-55. Buva spreca due possessi con due falli che rendono più arduo il piano partita. Sacripanti decide di lasciarlo sul parquet ed il croato ringrazia con sei punti tutti d’un soffio ed una stoppata su Forray. Il tassametro corre per la Scandone che decide di schierare il doppio playmaker (Green – Ragland) per controllare i ritmi di un match dall’intensità mostruosa. Gli ultimi due minuti sono al cardiopalma: Buva prima regala il + 4 (63-67) ma poi commette il quinto fallo su Wright da cui Trento pesca annulla il gap. Cervi guadagna due tiri liberi a 4” dalla fine che valgono il 69-71. Dall’altra parte arriva la persa di Wright. E’ finale.<br>

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