Sidigas distratta, Ivanov e Domercant la condannano nel derby

Sidigas distratta, Ivanov e Domercant la condannano nel derby

E’ della Juve Caserta il derby nella storia con la Sidigas Avellino che si arrende al Paladelmauro per 70-74 . La fame di punt salvezza della compagine da Esposito ha condannato al primo ko casalingo dei biancoverdi sotto la gestione Frates non riuscendo a bissare la vittoria di lunedì contro la Giorgio Tesi Group Pistoia. Lo spettacolo prima ancora che in campo è assicurato sugli spalti dove i circa trecento tifosi casertani fanno sentire tutta la propria carica nel settore distinti riservato loro accanto alla Curva Nord. Il coro di sfottò a distanza fa da cornice ad un match vibrante con una posta in palio appetita da entrambi i club.

Sidigas Avellino: Anosike 11, Gaines 27, Green 3, Hanga 7, Banks 11, Cavaliero, Cortese n.e., Morgillo n.e. , Trasolini 9, Severini n.e., Lechthaler, Harper 2. All.: Frates

Pasta Reggia Caserta: Mordente 1, Domercant 12, Antonutti 10, De Francis n.e., Vitali, Tommasini , Fabbri n.e., Moore , Tessitori n.e., Scott 15, Ivanov28, Michelori 2. All.: Esposito

Arbitri: Mazzoni, Bartoli, Caiazza.

Parziali: 13-12, 35-40, 53-53

Note: fallo tecnico ad Esposito (Ce),

Frates alla vigilia della gara aveva categorizzato Anosike in merito al duello sotto le plance contro Dejan Ivanov, fratello dell’ex Kaloyan visto nelle ultime due stagioni in biancoverde. Nello starting five partono per la prima volta insieme dopo tre gare Banks e Hanga e Lechthaler a far coppia sotto canestro con Harper. C’è subito tanto lavoro per i lunghi di casa alle prese col buon avvio proprio di Ivanov che iscrive a referto i primi quattro punti della sua squadra, intervallati da quello di Hanga. La mano fredda di Avellino si fa sentire in attacco. La manovra offensiva è convulsa con la Pasta Reggia Caserta che gioca con un’intensità clamorosa in difesa, rendendosi pericolosa in quello che sa fare meglio: difendere e ripartire in contropiede, specie coi propri lunghi. La Scandone ricuce lo strappo con Trasolini che pesca un gioco da tre punti (5-7 al 6’). Il controllo delle palle vaganti e dei secondi tiri premiano gli ospiti, in particolare la coppia Scott – Ivanov. Dalla linea della carità la Juve prima doppia i cugini (5-10 all’8’) e dopo qualche istante dodicesimo punto di squadra. L’appoggio a tabellone di Anosike interrompe il digiuno di canestri irpino. L’impatto del nigeriano è notevole: i sei punti iscritti a referto capovolgono il fronte al suono della prima frazione: 13-12.

La palla viaggia rapidamente da una parte all’altra. Michelori manda al bar prima Anosike e poi Trasolini trovando il momentaneo sorpasso. Si accende Gaines che in un amen rifila cinque punti consecutivi, frutto di una tripla e di un contropiede in contumacia con Green che spingono Esposito a chiamare timeout (18-14 al 12’). Caserta è viva più che mai e nel giro di due minuti cambia nello spazio di un nno secondo il padrone del mach: dal gioco da tre punti chiuso da Ivanov alle triple di Antonutti passando per il semigancio di Anosike e le folate di Gaines (primo biancoverde ad andare in doppia cifra). Il buon momento dei bianconeri si prolunga al 15’ quando Tommasini serve Moore che va a depositare il 26-30, costringendo questa volta Frates a chiedere sospensione. Ivanov è il padrone del pitturato avellinese (già sedici i punti realizzati) e da solo costruisce il massimo allungo per i suoi (27-34 al 16’). C’è la controreazione dei padroni di casa che parte dalle mani di Gaines: il newyorkese si mette in proprio e sigla il rinnovato – 1 (33-34). Avellino è distratta in difesa e nei secondi finale Scott sigla il 35-40 all’intervallo.

Gaines riprende da dove aveva lasciato: l’ex canturino insacca la tripla in un avvio di ripresa segnata da numerosi errori su entrambe le metà campo. La Pasta Reggia Casera viaggia col freno a mano tirato (quattro punti in altrettanti minuti) ma viene graziata dalla Scandone che non riesce a ridurre il divario nonostante i secondi tiri avuti a disposizione. I lupi pasticciano troppo in attacco mentre Domercant, Moore e Ivanov dal palleggio tagliano come il burro l’area dei tre secondi avversaria (39-48). La Juve pecca di ingenuità: da un fallo tecnico sanzionato ad Esposito i padroni di casa trovano sei punti che diventeranno undici con la bomba di Banks e la bimane di Trasolini (49-49).

La Pasta Reggia non ne vuole sapere di arrendersi ma prosegue imperterrita ad attaccare il ferro con Moore ed Antonutti e i risultati le danno ragione. Green si sblocca dai 6,75 metri ma Caserta è in scia, spinta dai suoi due lunghi titolari (Ivanov e Scott) che ristabiliscono le sei lunghezze di distanza (56-62 al 34’). L’orgoglio della Scandone ha un nome e cognome: Sundiata Gaines. L’americano regala l’ennesima speranza di rimonta al suo team (61-62). La scaltrezza dei viaggianti si rivela un fattore nevralgico nei tre minuti finali. A prendersi la scena è l’esperienza di Domercant che spinge la Juve (65-71 al 39’). Hanga fa 1/2 dalla lunetta ma sul seguente rimbalzo il pallone finisce tra le mani di Banks che da tre punti manda sul ferro. Su una palla vagante Avellino avrebbe un’ultimissima opportunità ma l’istant replay punisce i lupi a 6” dal termine. Per Avellino è notte fonda, per Caserta è festa.

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