Sidigas, il ricordo dell’ex Curry: “Avellino una tappa decisiva per la mia carriera”

Sidigas, il ricordo dell’ex Curry: “Avellino una tappa decisiva per la mia carriera”

Ad Avellino dopo ogni canestro alzava il dito verso l’alto. E di punti Ramel Curry, il grande ex della sfida di domani sera al PalaTiziano contro l’Acea Roma, ne ha segnati tanti: 18,7 per la precisione nella sua unica stagione disputata con la maglia della Scandone (2006-2007), allora sponsorizzata Air. In panchina Matteo Boniciolli coadiuvato dagli assistenti Luigi Gresta e Gianluca De Gennaro. Classe 1980, centonovantadue centimetri e una gran fede in Dio. Un inizio difficile fu il suo a causa dei problemi di pubalgia che gli fecero saltare ben sette partite dopo l’esordio casalingo con Capo D’Orlando. La parentesi in Irpinia gli valse l’anno seguente la chiamata della Montepaschi Siena (poi non concretizzatasi). Quello nella Capitale non è il suo primo ritorno in Italia, avendo giocato nel torneo 2008-2009 con la Scavolini Pesaro. Da meno di un mese, fa parte del roster giallorosso. Due match ad otto punti di media. Per Curry sarà un match particolare.

Il prodotto di Fresno University ricorda  due cose della sua annata in terra avellinese: “La prima è che fu la mia prima esperienza oltreoceano, quindi ne ho un ricordo particolare. E’ stato molto bello, i tifosi molto calorosi, tutto l’anno fu buono e ho un ottimo ricordo di tutti i compagni, in particolare di Brent Darby che se n’è andato qualche anno fa… La seconda è legata al fatto che la mia figlia più piccola, che ha appena compiuto 8 anni (1 aprile) è nata proprio lì. Per me è stata davvero una grande esperienza, e mi ricordo tutto di quell’anno.”

Un’annata in cui fu la punta di diamante del roster. Lo stesso Boniciolli gli consegnò le chiavi dell’attacco: “Ho bisogno per questa squadra che tu sia un killer (le parole dell’attuale allenatore della Fortitudo) e ho provato ad esserlo, nonostante gli infortuni. Non me lo sono fatto ripetere due volte”.

Il presente lo vede come avversario tra due giorni della Sidigas, rivale per conquista di uno degli ultimi posti utili all’ingresso nei playoff: “Un’altra partita da affrontare, ovviamente per risalire dal “fondo” dobbiamo combattere con tutte le forze in ogni gara, giocare come se ogni partita fosse l’ultima della stagione. Onestamente a me piace essere un “underdog”, avere le spalle al muro, perché l’unica cosa che puoi fare è andare avanti e vedere dove puoi arrivare. Naturalmente per me avrà un significato speciale perché ad Avellino ho giocato, sarà una sfida importante anche per motivi extra-campo”.

Col team capitolino Curry ha disputato due incontri bagnati da due vittorie. L’Acea cercherà il quarto acuto consecutivo: “Non so il segreto ma ringrazio Dio per l’opportunità, perché vincere tre partite così ti fa stare meglio e di dà più consapevolezza e convinzione a livello di squadra. Penso che ora ci troviamo in un buon momento per affrontare le prossime sei partite, l’importante sarà affrontare una gara per volta senza spostare l’attenzione troppo in avanti. Dobbiamo continuare ad allenarci allo stesso modo e con la stessa intensità che abbiamo avuto in queste settimane per avere le condizioni per vincere”.

 

 

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