Sidigas, la paura di vincere fa…diciotto

Sidigas, la paura di vincere fa…diciotto

Non é stata la gita fuori porta che tutti si aspettavano ma una gara giocata quanto meno con la volontà di dimostrare che quello con Caserta del 19 aprile scorso é stato un pessimo pomeriggio da dimenticare al più presto.

Il posticipo di ieri sera contro l’Enel Brindisi ha espresso la capacità della Sidigas Avellino di mostrare una reazione alle critiche mosse da coach Frates alla vigilia dell’appuntamento in terra pugliese. Le sole motivazioni impartite dal tecnico milanese, però, non sono bastate a Cavaliero e compagni in assenza dell’obiettivo playoff, sfumato da una settimana a questa parte.

Diciotto sconfitte (eguagliato il record di sconfitte della passata stagione) e sole dieci vittorie rappresentano un bilancio deludente per una società che aveva promesso un’annata diversa dalla precedente. Ed invece, a distanza di dodici mesi, si riscontra una similitudine nei commenti e si prospetta l’ennesima rifondazione nell’estate ormai alle porte.

Anche a Brindisi è venuta fuori l’incapacità psicologica di Avellino nel tirare fuori gli artigli al momento opportuno, in particolare tra fine del terzo ed inizio del quarto periodo in cui l’Enel ha preso in mano l’inerzia dell’incontro ed archiviando con due minuti d’anticipo la partita. Il risultato finale é severo e condanna la Scandone per la resa incondizionata di cui si é fatto riferimento in precedenza.

Dal match del PalaPentassuglia gli irpini hanno avuto diverse risposte e con interpreti di per sé differenti. Il buon impatto di Anosike (sei punti in un amen) ha riportato con la mente a quello avuto con la Pasta Reggia Caserta con la differenza che, terminato l’effetto domino dei primi minuti, il centro nigeriano é stato annullato dal rivale Ivanov che si é preso la scena ed il titolo di Mvp. Ventiquattro ore fa l’ex Pesaro non ha demeritato nel confronto a distanza con Mays, suo diretto inseguitore nella classifica dei rimbalzi. La doppia doppia iscritta a referto é il segnale di un giocatore le cui potenzialità sono note all’intera piazza ma venute meno nelle fasi topiche della stagione.

Giullare della serata é stato Justin Harper, il cestista in maggiore difficoltà nelle ultime settimane. Come per Anosike, l’approccio del prodotto di Richmond University é stato ben diverso da quello del derby. Si é detto più di una volta dell’incostanza e della scarsa propensione difensiva del numero 32 biancoverde: a Brindisi, in un match da D – League, i due aspetti citati li si sono visti a tratti ma i 18 punti finali per una volta hanno aiutato a mascherare le solite pecche. Harper, come il resto della squadra, é in scadenza di contratto e non é detto che negli ultimi ottanta minuti della stagione possa ripetere qualche altra simile prestazione.

L’aria dell’Adriatico ha restituito alla Scandone un ritrovato capitano Cavaliero. Si é detto e analizzato delle sue difficoltà incontrate con l’avvento di Frates che ha ampliato la rotazione degli esterni spostando Gaines da guardia. Il triestino ha voluto dire la sua nel match, mostrando un’aggressivitá e volontà di assumersi delle responsabilità in attacco sia quando la Scandone ha toccato il suo massimo vantaggio nel secondo quarto sia quando c’é stato da rincorrere nella frazione conclusiva.

Chi finisce dietro la lavagna è Marques Green le cui statistiche ne fanno il peggiore in campo al pari di un linguaggio del corpo di un elemento estraniato. “Marques fa fatica, non c’è dubbio. – ha spiegato Frates nel dopogara – Quando la palla gli esce dalle mani difficilmente gli ritorna. Ne abbiamo parlato anche in settimana e probabilmente è più preoccupato di mettere in ritmo i tanti terminali che ci sono in squadra che di prendere in mano la produzione offensiva nelle fasi cruciali.”

E adesso? La sconfitta in fa guardare il bicchiere mezzo vuoto ma lo staff tecnico può guardare l’altra metà piena per via dell’effetto che hanno sortito i colloqui di gruppo e individuali tenuti. L’auspicio é che domenica sera con Cremona la Scandone possa congedato dal suo pubblico nel miglior modo possibile, cercando di aggiungere quel centesimo per fare un dollaro, la metafora opportuna per descrivere l’annata della Sidigas Avellino.

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