Sidigas, la sfida contro l’ex Vitucci è da dimenticare: arriva il primo ko del 2016

Sidigas, la sfida contro l’ex Vitucci è da dimenticare: arriva il primo ko del 2016

I 18 punti di Nunnally non bastano ad evitare la sconfitta sul campo della Manital Torino

Centotre giorni dall’ultima volta, la Sidigas Avellino cade in campionato. La Manital Torino dell’ex coach Vitucci infligge la prima sconfitta del 2016 e nel girone di ritorno. Era dal derby casalingo contro la Pasta Reggia Caserta che i biancoverdi non conoscevano la parola sconfitta. Sono Dyson e compagni a fermare la marcia degli irpini dopo dodici successi consecutivi in campionato e centrare il terzo successo di fila che li rimette definitivamente in corsa per la lotta salvezza.

Avvio in sordina al PalaRuffini con le due formazioni che impiegano circa due minuti a sbloccarsi. La prima a farlo è la Scandone che assaggia che testa i ferri dell’impianto torinese con la tripla di Alex Acker che vale l’immediato 3-0. Sacripanti non apporta nessuna modifica al quintetto base affidandosi ai canonici cinque schierati nei precedenti incontri ovvero Ragland in cabina di regia affiancato da Nunnally ed Acker sugli esterni con Leunen e Cervi sotto le plance. Il pivot reggiano fa buona guardia sullo spauracchio White a cui viene messa la museruola nel primo quarto. L’insidia maggiore per gli ospiti arriva da Eyenga la cui mobilità diventa una spina nel fianco quando l’ex sassarese scalda la mano dalla lunga distanza e Mancinelli con uno dei marchi di fabbrica (il runner) regala il primo sorpasso ai padroni di casa (7-6). La Sidigas si affida all’esperienza di Acker che insieme a Nunnally si caricano la squadra sulle spalle in attacco. L’ex ala dei Philadelphia 76ers scalda i motori con cinque punti consecutivi che obbligano Vitucci a spendere il primo dei due timeout a disposizione. Arriva il turno di Jerome Dyson che inizia in sordina ma col trascorrere dei minuti prende le misure agli avversari. Il neoentrato Green piazza a fila di prima sirena la tripla che vale il sorpasso (19-20).

I ritmi continuano ad essere elevati anche nella seconda frazione. La Scandone prova in due circostanze a mettere il naso avanti ancora con Green e sempre da i 6,75 metri ma Torino si aggrappa all’ex Ebi che fatica non poco a contenere nel pitturato Buva che regala il + 7 (21-28 al 13’). La Manital si affida ad un gioco rapido fatto di tanta corsa e tanta transizione che pagherà col passare dei minuti sul tabellone il – 1 prima con Dyson e qualche istante dopo con Dyson che consegnano le inerzie nelle mani dei locali. Come per magia Avellino si tiene a galla e lo fa con la mira balistica del suo capitano (Green) e quella di Leunen che annullano l’allungo del team in maglia gialla sul 37-31. Ragland completa quasi l’opera con il lay-up che riporta ad uno solo i punti di ritardo dei campani.

La Scandone si tiene a contatto in avvio di terza frazione con gli avversari: a tirare la carretta sono sempre Acker e Nunnally che ingaggiano un duello a distanza contro uno scatenato Dyson (Mvp finale con venticinque punti tirando con 8/16 dal campo). E’ proprio l’ex guardia dell’Enel Brindisi a dare il là ad un break di 11-0 per Torino in cui si fa sentire anche Ebi che permette agli uomini del presidenti Forni di volare sul 54-46 lanciando un chiaro messaggio ad Avellino che continuerà a litigare col ferro ed offrendo una manovra in attacco poco fluida e condita da tanti errori al tiro (24/61 dal campo al termine del match).

Nel quarto periodo la Sidigas comincia con tre errori di fila da tre punti. Il match si surriscalda con la Manital che viene punita con due falli tecnici e la perdita per cinque falli proprio di Ebi. Avellino non approfitta completamente di questa situazione salvo riportarsi sul – 6 con un jumper di Ragland. Sale in cattedra Ebi che risponde con un gioco da tre punti. Dyson insacca la sua quarta tripla di serata per il + 10 (67-57 al 36’). Torino rischia però nel finale quando Nunnally (top scorer per i suoi con 18 punti) realizza il -3. E’ ancora Dyson ma questa volta dalla lunetta a concretizzare l’impresa per Torino.

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