Sidigas, tabù PalaRadi da sfatare

Sidigas, tabù PalaRadi da sfatare

Palaradi di Cremona
Palaradi di Cremona

Se il Banco di Sardegna Sassari lo scorso sabato è riuscita nell’impresa di imporsi al PaladelMauro dal suo ritorno in serie A nel 2010, la Sidigas Avellino si augura  di poter fare altrettanto domenica pomeriggio al PalaRadi di Cremona. Una trasferta da sempre indigesta per la formazione biancoverde che nei precedenti quattro confronti in terra lombarda non è mai riuscita a strappare i due punti agli avversari, subendo in più occasioni dei pesanti passivi. Si comincia nella stagione 2009-2010 quando la Sidigas, allenata da Cesare Pancotto (attuale allenatore proprio dei cremonesi e grande ex della contesa), il 16 maggio 2010 dice addio ai playoff, sprecando l’ultima opportunità di partecipazione alla post-season (81-76 il finale). Una giornata letteralmente da dimenticare per i lupi che avevano tenuto testa ai padroni di casa, spinti dai punti di un altro ex Brandon Brown e bravi a dar la zampata decisiva nell’ultimo quarto a cospetto di un Air rea di essersi sciolta come neve al sole e con Pancotto che, molto probabilmente, si gioca le residue speranze di permanenza in Irpinia. Non va di certo meglio al suo erede Frank Vitucci che nei due successivi campionati raccoglie zero punti nella città che ha dato i natali a Claudio Monterverdi e Antonio Cabrini. Il 10 aprile 2011,invece, la Scandone dei vari Omar Thomas, Dean e Green perde al Palasport di piazzale Lanzini la sua terza gara consecutiva dopo i passi falsi con Banca Tercas Teramo ed Armani Milano prima di compiere l’exploit nel derby a Caserta. Ad affondare le resistenze di Avellino è quel Je’Kel Foster  che farà ritorno sul parquet che lo ha visto protagonista in quell’annata. L’ex Monaco chiuse l’incontro con ventisei punti in 32’ di gioco. A supportare la prestazione di Foster un perfetto primo quarto offensivo chiuso dalla Vanoli sul 33-15. Nella stagione 2011-2012 il terzo faccia a faccia in serie A tra Vanoli e Sidigas avviene in primavera, in occasione della festività del 25 aprile. Un pomeriggio da brividi per Gaddefors e soci che crollano nel secondo tempo (parziale di 48-18) per 83-55 sotto i colpi di David Lighty (21 punti) e  Daniele Cinciarini(11) senza neanche riuscire ad opporre resistenza alla supremazia a rimbalzo (43-34). Una sconfitta che verrà giudicata come una delle più umilianti nella storia del sodalizio di contrada Zoccolari. Il verdetto non muta nemmeno sei medi più tardi quando a sedere sulla panchina è Giorgio Valli. La tappa Cremona mette a nudo la cattiva costruzione del roster e la scarsa attitudine di alcuni giocatori alla filosofia cestistica dell’ex assistant coach di Ettore Messina, che non trova la giusta medicina ad una squadra molle in difesa che alza bandiera bianca per 94-83, concedendo 30 punti a Lance Harris e 29 tiri liberi e 21 rimbalzi agli sfidanti. Una carrellata di precedenti, quindi, che debbono fungere da stimolo e, contemporaneamente, da monito alla Sidigas, chiamata a riscattare tre stop arrivati l’uno dopo l’altro.

 

 

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