Spinelli: «Si onori la maglia biancoverde. Playoff? Contro Venezia per ipotecare la salvezza»

Spinelli: «Si onori la maglia biancoverde. Playoff? Contro Venezia per ipotecare la salvezza»

Valerio Spinelli  (foto scandonebasket.it)
Valerio Spinelli (foto scandonebasket.it)

La sconfitta contro la Montepaschi ha rappresentato una delle pagine più brutte da quando ha assunto i ranghi di capitano della squadra. Valerio Spinelli non si tira indietro dall’analizzare il complicato momento che sta attraversando la Sidigas Avellino, in crisi di risultati nelle ultime cinque gare: «Difficile fare un’analisi perché abbiamo giocato malissimo. La partita dopo dieci minuti era pressoché già finita al di là che giocavamo contro una grade squadra qual è la Montepaschi Siena. Caratterialmente non c’è stata quella risposta  che tutti si aspettavano  e questo è un problema preoccupante. Al di là dei problemi fisici e tecnici che ci possono essere. La squadra doveva fare un prova d’orgoglio. Non è avvenuto e ci dispiace e preoccupa parecchio». Sul difficile periodo che sta condizionando il roster biancoverde, il nativo di Pozzuoli non nasconde che le cinque sconfitte hanno avuto il loro peso sul morale del gruppo: «Hanno influito tantissimo le cinque sconfitte subìte. Onestamente faccio fatica a spiegarmi  cosa sta succedendo. La reazione deve e dovrà esserci. Se c’è spirito d’orgoglio nel  nostro spogliatoio e nella nostra squadra dovrà venir fuori sia se giochi contro Siena sia contro qualsiasi altra avversaria. Trovare la soluzione diventa difficile: o i giocatori sono appagati dal fatto che i playoff non sono più raggiungibili  o non hanno trovato gli giusti stimoli. Ad ogni modo si tratta di atteggiamenti francamente non giustificabili». Al PalaEstra si è vista una difesa, per lunghi tratti inguardabile: «Siena si è mostrata superiore indubbiamente, forte di una organizzazione di gioco e qualità del proprio roster, allestito per puntare a vincere sia in Italia che in Europa. Riguardo noi, la difesa dipende dalla volontà di un giocatore. Aspetto che non c’è stato né in attacco né in difesa da parte nostra domenica sera». Coach Vitucci in conferenza stampa ha ribadito nuovamente come un successo possa rappresentare la giusta medicina alla sindrome da vittoria che sta riguardando la Scandone: «La vittoria è la panacea di tutti mali, fa  morale – In classifica abbiamo otto punti di vantaggio sull’ultima (Pesaro ndr)- Anziché ai playoff, penserei a vincere e conquistare i due punti che ci permetterebbero di metter al sicuro la salvezza.  È  preferibile guardarsi alle spalle. Parlare di post season, alla luce delle ultime gare, mi sembra davvero difficile farlo». L’ex giocatore di Napoli chiede ai suoi compagni  di metter in campo quella reazione che tutti chiedono, risultati a parte: «È difficile raddrizzare ora tutto ciò che non ha funzionato fino a questo momento. Manca un mese e mezzo alla fine della prima fase del campionato» «Al di là dei risultati i giocatori devono onorare la maglia e campionato. Bisognerà dimostrare attaccamento alla maglia sino al termine della stagione da parte di tutti». Lo stesso playmaker biancoverde nella sua lunga carriera non ha mai vissuto stagioni simili: «Non ho mai vissuto situazioni del genere a dire il vero. Ho sempre lottato per i playoff, per lo scudetto o per partecipare alle coppe europee. Solo l’anno scorso ricordo quel difficile momento che attraversammo nella prima parte della stagione che precedettero il cambio di allenatore e l’arrivo di alcuni giocatori. In seguito sappiamo come è andata». La classifica, tuttavia, regala ancora qualche chance di entrare nella post season alla Sidigas: «La speranza è lecito averla. Ma i playoff vengono dopo. La vittoria domenica servirebbe ad ipotecare la salvezza. Il problema non è giocare in casa o in trasferta. Il problema è la squadra. Noi ce la metteremo tutta ma serve anche fare i conti con le prossime avversarie: nei quattro turni casalinghi affronteremo Milano che non perde quasi mai. Dovremmo vincere a Montegranaro o a Brindisi. Squadre con obiettivi diversi e non sarà di certo facile perché non regaleranno nulla». (Davide Baselice)

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