Vitucci: «Bravi difensivamente ma in attacco abbiamo fallito ancora»

Vitucci: «Bravi difensivamente ma in attacco abbiamo fallito ancora»

Frank Vitucci
Frank Vitucci

Frank Vitucci non sa più a quale Santo votarsi. Per la terza giornata di fila la sua squadra è stata protagonista di un prova scadente in attacco ma positiva, dal suo punto di vista, in difesa: « Ci abbiamo provato fino in fondo, anche difensivamente tenendo Sassari al di sotto delle sue medie. Anche oggi la nostra produzione offensiva è stata scadente. Ma pensar di vincere con 68 punti è impensabile». Il coach della Scandone boccia la gara di Foster, che con quella di ieri sera ha totalizzato uno 0/18 dal campo nelle quattro partite con la canotta biancoverde: «Ha fatto una prestazione al di sotto delle aspettative. Diventa difficile dover sostituire due giocatori messi fuori squadra con uno che non segna diventa complicato». Vitucci mostra evidenti segni di nervosismo quando si punta l’indice contro Foster e la vicenda Dean – Richardson, seduti in : «Ha giocato l’Eurolega a buon livelli un mese prima di arrivare qui ad Avellino. Anche pareri importanti garantivano sulla qualità del giocatore. Nella tempistica delle scelte siamo stati sfortunati e la scelta è ricaduta su di lui e non su un altro giocatore (Walker?), alla luce del suo curriculum. Mi sono preso i rischi e la responsabilità della scelta di  tener fuori Richardson e Dean. Sono scelte quelle di tenerli fuori  e ci sono questioni contrattuali  da risolvere». La Scandone è apparsa fragile mentalmente dal punto di vista mentale nelle ultime tre uscite: «C’è stata  qualche rinuncia di troppo in attacco. Solo un risultato positivo può aiutarci a darci le sicurezze psicologiche.  In settimana – spiega il tecnico – i giocatori si allenano bene e non sono così scadenti. Ma solo una vittoria potrà ridarci la giusta fiducia». Altra nota stonata  è la condizione fisica e la poca pericolosità nell’1vs1:  «La squadra che non ha giocatori che possono battere in 1vs1 il difensore al di là delle precarie condizioni fisiche. Il 5/20 da tre punti è un numero troppo sterili per provare a vincere». Vitucci prova a tenere alta l’asticella degli obiettivi: «Ci sono ancora otto partite ed il gruppo ancora se la giocherà. Dipende da tanti fattori ma non ci proveremo. Perdere di fila non è facile così come vincere tre gare di seguito. Se vinciamo ogni obiettivo sarà perseguibile.

Meo Sacchetti
Meo Sacchetti

Per Sassari quella in Irpina è una vittoria importante. A riconoscerlo è il proprio allenatore Meo Sacchetti:  «Vincere fuori casa e in particolare ad Avellino non mai facile. La Scandone aveva la pressione addosso. Con Ivanov è un’altra squadra rispetto a quella vista a Caserta. Abbiamo iniziato la partita che sembrava un  torneo estivo perché  primo fallo fischiatoci contro risale ad 1’ dalla fine del primo quarto. La difesa è migliorata  e in attacco si è giocato a campo  aperto, imponendo il nostro tipo di gioco. Alla fine i tiri liberi tirati bene ci hanno permesso di custodire il vantaggio». Il gruppo è stata una delle chiavi del successo:  «Non  c’è  stato un giocatore  che ha fatto la  differenza e sono contento per la prova del gruppo». Sassari in attacco non si è dimostrato il rullo compressore che tutti conoscono: «Non abbiamo fatto tanto canestri come nelle giornate. Abbiamo preso dei canestri come quello di Cavaliero da tre dove mi sono molto arrabbiato». La scelta di far giocare maggiormente  Marques Green è dovuta a motivazioni ambientali: «Era giusta che avesse maggiore possibilità di giocare ed ha messo in difficoltà in difesa Lakovic». Sacchetti rimprovera ai suoi di non aver chiuso la gara: «Non abbiamo avuto la bravura di chiuderla prima però non è mia facile chiudere la partita fuori casa. Ad Avellino non si viene passeggiare». Nel corso di quest’anno si sono sprecati i paragoni con l’Air che nel 2007-2008 incantò la pallacanestro italiana: «Sassari deve avere ambizioni ma siamo sempre Sassari  e vincere quante più partite possibili. Sarebbe sbagliato pensare che dopo vittoria Coppa Italia siamo già al livello di grande squadra. La strada da fare è ancora tanta».

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