“A Giacomo”, l’omaggio della famiglia Del Mauro alla città di Avellino

“A Giacomo”, l’omaggio della famiglia Del Mauro alla città di Avellino

Sabato 7 ottobre, al Palazzetto dello Sport, l’inaugurazione dell’opera del maestro Gennaro Vallifuoco

Un momento di impegno civico e di partecipazione alla vita (e alla storia) della città di Avellino. Non una celebrazione fine a se stessa ma il riconoscimento ad una intera comunità per aver accompagnato, in forma silente ma convinta, una famiglia nel vivere la sua non facile quotidianità.

In occasione del trentennale della scomparsa di Giacomo Del Mauro, i genitori ed i fratelli dell’atleta avellinese divenuto simbolo di forza, caparbietà e passione, hanno deciso di donare alla città di Avellino un’opera d’arte, realizzata dal maestro Gennaro Vallifuoco, posizionata sulla facciata del palazzetto dello sport avellinese, dedicata alla memoria del proprio congiunto.

Sabato 7 ottobre, a partire dalle ore 17, la famiglia Del Mauro consegnerà idealmente il proprio omaggio alla città di Avellino, in una cerimonia che si svolgerà all’interno dell’impianto sportivo di contrada Zoccolari.

A volere l’iniziativa è stato il papà di Giacomo, Mario Del Mauro, insieme alla moglie Assunta e ai figli Emilia e Mauro.

“E’ un riconoscimento alla città – spiega Mauro Del Mauro, fratello di Giacomo – alla provincia, ai tanti amici che dal giorno dell’incidente fino alla scomparsa di Giacomo hanno condotto con noi un percorso comune. Ma è anche un modo per dire grazie a quanti, negli anni successivi, hanno contribuito a rendere sempre vivo il ricordo di Giacomo, facendo sì che il suo nome, la sua esperienza, le sue gesta non finissero nell’oblio. Mi piace immaginare che l’evento in programma sabato prossimo sia considerato come un momento di civismo, di partecipazione di una cellula di questa comunità, qual è la mia famiglia, alla vita di tutta la città”.

L’opera, unica nel suo genere nel panorama nazionale, è formata da un trittico composto da 600 mattonelle di ceramica che occupano una superficie di circa 25 metri quadrati.

“I tre pannelli – spiega l’autore Gennaro Vallifuoco che ha seguito, insieme al direttore dei lavori Elio Mazza, alla responsabile della sicurezza del cantiere Maurizia Angelillo e al titolare della ditta che ha eseguito l’installazione Antonio Raimo, anche la fase di allestimento  – resituiscono un racconto metaforico dello sport, attraverso la figura di un atleta, che è naturalmente Giacomo, sempre in movimento su sfondi differenti a rappresentare le virtù dello sport, che nel suo caso coincidono con quelle umane, ma anche il senso di appartenenza ad una comunità che non può evolversi e crescere senza memoria e senza una luce, rappresentata nell’immagine da un’angela tedofora, che illumini i cuori nell’agire quotidiano di ciascuno”.

All’inaugurazione della nuova opera che campeggerà sulla facciata del PalaDelMauro, interverranno, al fianco della famiglia Del Mauro, il sindaco di Avellino, Paolo Foti, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, la consigliera comunale e compagna di scuola di Giacomo, Silvia Amodeo, il compagno di squadra della Inicnam Pallamano, Rocco Fusco.

Ed ancora: il direttore sportivo della Sidigas Avellino Nicola Alberani, l’artista Gennaro Vallifuoco, il direttore dei lavori Elio Mazza, gli insegnanti di Giacomo, Guglielmo Saponiero, Franco Capolupo e Mario Gabriele Giordano, il tecnico nazionale di pallamano, Luigi Schipani e il delegato provinciale del Coni, Giuseppe Saviano.

Nel corso della serata sono previsti anche momenti di intrattenimento di forte impatto emotivo.

Dalla lettura affidata alla voce di Salvatore Mazza di alcuni brani dedicati a Giacomo scritti dai genitori e dai fratelli, tratti dal pamphlet “Diario Spettinato”,  all’esibizione delle ginnaste della scuola Gymnikos e del Centro Ginnico Avellino fino al concerto dell’orchestra “Cimarosa Young Sinfonietta” del Conservatorio “Cimarosa” di Avellino, diretta dal maestro Massimo Testa.

 

L’evento è patrocinato dal Comune di Avellino, dal Comitato Provinciale del Coni e dal Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

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