Basket Avellino – Cervi: “La Sidigas? Mi sembra stanca e con le idee non chiarissime”

Basket Avellino – Cervi: “La Sidigas? Mi sembra stanca e con le idee non chiarissime”

L’ex di turno parla del lunch match di domani: “Ci arriviamo con minor coesione rispetto alla gara d’andata”

Dagli 8,5 punti di media dopo ventuno giornate dello scorso anno agli 11 punti con 5 rimbalzi collezionati sin qui dopo lo stesso numero di giornate disputate. In termini di numeri Riccardo Cervi sta vivendo una stagione migliore in termini statistici con la squadra della sua città rispetto quanto fatto ad Avellino nel 2015-2016. Nel match d’andata del 13 novembre il lungo classe ’91 è stato il man of the match con 17 punti e 9 rimbalzi ma, soprattutto, una presenza sotto le plance che tanto male fece alla Scandone. Rispetto ad un girone fa, la Grissin Bon è un’avversaria che ha smarrito la propria identità così come confermano le recenti sconfitte che hanno spinto la dirigenza a mandare il roster e lo staff tecnico in ritiro a Cesenatico. Basterà per ritrovare la vittoria?  “Non c’è più quella coesione che avevamo soprattutto nelle prime partite, quando espugnammo anche il PalaDelMauro. – ammette Riccardo Cervi, intervistato oggi da “Il Mattino” – Siamo dispiaciuti perché il talento c’è. La nostra è una squadra che può fare molto meglio. Siamo un po’ bloccati: è una situazione che ci fa perdere fiducia l’uno nell’altro. Non abbiamo sicurezza in campo.”

Alla domanda su che tipo di Sidigas abbia visto nel derby di Champions League, l’impressione è chiara: “Ho visto soltanto gli ultimi minuti perché avevamo allenamento. Mi sono sembrati un pò’stanchi e con le idee non chiarissime, situazione che purtroppo rivedo in certi nostri momenti. Venezia è stata brava a muovere continuamente uomini e palla per non dare punti di riferimento”.

Grande fisicità ed abnegazione difensiva dovrà contraddistinguere la gara della Grissin Bon secondo Cervi: “Mi aspetto una gara tesa tra due squadre che arrivano all’appuntamento con il dente avvelenato. I pericoli principali li conosciamo: Ragland, Fesenko e lo stesso Logan. Sappiamo come arginarli, il problema è farlo, ma soprattutto al di là dei doverosi tatticismi, il nostro problema è lavorare su di noi e ritrovarci in campo.”

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