Basket Avellino – Dalla maglia numero uno al ruolo di numero uno di questa Sidigas: Joe Ragland

Basket Avellino – Dalla maglia numero uno al ruolo di numero uno di questa Sidigas: Joe Ragland

Il regista di West Springfield mattatore in casa biancoverde insieme a Leunen nel successo a Pesaro

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Quando arrivò nello scorso mese di dicembre il progetto era ben chiaro: far diventare Joe Ragland il leader della Sidigas studiata e costruita da Alberani e Sacripanti. Mese dopo mese, gara dopo gara il regista di West Springfield è diventato il perno principale di questa Scandone che occupa il terzo posto in classifica all’inseguimento dell’EA7 Milano.

Dalla seconda parte di stagione passando per i playoff fino ad arrivare in questo primo scorcio d’annata,  l’ex regista di Cantù ha dimostrato quanto il suo apporto è da considerarsi vitale nell’economia di gioco di questa Scandone. Dalla tripla allo scadere nella semifinale di Supercoppa Italiana contro Reggio Emilia ai quarantasei punti iscritti a referto nelle ultime due gare ufficiali tra Champions League e campionato, il n.1 biancoverde (numeri di divisa a parte).

In più di una intervista Ragland ha dichiarato di sentirsi il leader di questo gruppo ed è chiaro che quando la sua mano mancina non sbaglia dall’arco  dei tre punti o attaccando il ferro, Avellino diventa più di una minaccia  (cestisticamente parlando). Nel primo giorno di raduno aveva promesso che la Sidigas avrebbe battuto la Grissin Bon in Supercoppa. Detto, fatto. Adesso una nuova fase della sua esperienza irpina col doppio impegno fra Italia ed in giro per l’Europa.

Ragland è il 13° marcatore della serie A  ed il terzo miglior marcatore di giornata oltre che nella valutazione (aspettando il posticipo serale tra Caserta e Pistoia). Dopo i venticinque punti iscritti a referto nella trasferta in Serbia di martedì scorso, l’ex Olimpia Milano ne ha iscritti ben ventuno con tre triple mandate a bersaglio di cui due nell’ultima frazione che hanno dato il colpo del  definitivo ko ai marchigiani.

Sua spalla all’Adriatic Arena è stata l’esperienza di Maarten Leunen: capace di saper punire dall’arco è stato lo stesso “Martino”  (come scherzosamente viene chiamato nell’ambiente) quando la Sidigas ha dovuto fare i conti con le polveri bagnate in attacco ed il rientro dei padroni di casa nel quarto periodo. La sua capacità di punire sul pick and pop (schema che prevede il tiro per il lungo bloccante dopo che quest’ultimo si è aperto sulla linea dei tre punti) è stata un’autentica manna dal cielo.

A Pesaro i lupi hanno saputo riaprire una partita affidandosi all’esperienza dei suoi due veterani così come alla regia di Marques Green il cui ordine nella manovra di gioco appare una qualità di cui questa squadra non può farne a meno (dimostrato dai trenta minuti concessi dallo stesso Sacripanti).

Qualche dubbio lo ha sollevato Obasohan, partito in quintetto, lasciando spazio al rientrante Adonis Thomas che ha messo minuti nelle gambe dopo lo stop di due partite. Una delle spallate che ha messo la Consultinvest è arrivata da Fesenko coi suoi sei punti nel break di 10-2 ad inizio di terzo periodo che ha fatto scattare l’allarme per coach Bucchi.

Dal leader Ragland aspettando di vedere i migliori Fesenko, Thomas e Obasohan la Scandone si prepara al debutto di mercoledì sera in Champions League con un unico obiettivo: vivere quanto più a lungo possibile questo momento speciale, questo momento da veri lupi.

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