Basket Avellino – Il harakiri brianzolo e la maledizione del PalaDesio per la Sidigas

Basket Avellino – Il harakiri brianzolo e la maledizione del PalaDesio per la Sidigas

Aggancio mancato a Reggio Emilia e Venezia: si guarda a Strasburgo con un occhio ai free agent sul mercato

Perdere come avvenuto ieri sera a Desio non è il miglior modo per la Sidigas Avellino nell’affrontare tre trasferte in sei giorni. Gettare alle ortiche una rimonta che aveva di fatto annullato le undici lunghezze di vantaggio nel primo quarto col sorpasso nella terza frazione fa storcere davvero il naso per uno sforzo che non ha condotto all’obiettivo finale, quello dei due punti.

AGGANCIO MANCATO – Col match di Desio la Scandone avrebbe potuto raggiungere a quota sedici punti in classifica Reggio Emilia e Venezia (malgrado gli scontri diretti sfavorevoli) e, contemporaneamente, riaprire i discorsi per il secondo e terzo posto. Adesso la trasferta a Cremona appare un match da non poter più sbagliare tenendo conto di una Pasta Reggia Caserta chiamata a riscattarsi dopo lo stop a Torino ed una Cremona, prossima avversaria dei lupi, alle prese con una crisi di risultati che la relega a fanalino di coda e con Pancotto osservato speciale della dirigenza lombarda.

PALADESIO FATALE – Sembrerà un caso ma il palasport della cittadina brianzola si conferma essere un luogo poco gioviale alle sorti sportive dei lupi. Nel febbraio 2015 la bruciante sconfitta nelle Final Eight di Coppa Italia contro l’EA7 Milano ai quarti. Ieri il passo falso giunto sempre nei minuti conclusivi con la forzatura di Ragland da tre punti e i liberi di Darden della vittoria.

CHI SALE CHI SCENDE –  Al di là dell’errore nel quarto periodo, Joe Ragland è l’anima di questa squadra anche se non al 100% della condizione. Quando Cantù ha ritrovato se stessa nel secondo tempo, a zittire il pubblico di casa è stato l’ex Pinar con un paio di giocate da vero fuoriclasse. Un’etichetta che vale anche per la rimonta in cui ha permesso alla Scandone di salire fino al + 10. Levi Randolph conferma di essere un giocatore solido e capace di venire fuori alla distanza sia in avvicinamento che da tre punti. Curioso, invece, come Adonis Thomas in tre match abbia alternato una buona prestazione col Mega Leks a quelle non sufficienti contro Venezia e Cantù. Ha dalla sua l’esser un rookie al primo anno in Europa ed esser reduce da un’annata travagliata ma garantire un equilibrio nelle performance è fondamentale nel sistema di gioco della sua squadra.

FUTURO – La squadra si metterà in viaggio in bus alla volta di Strasburgo dove domani sera c’è l’impegno in Champions League. Scelta insolita ma già prefissata nella logistica dei trasferimenti fissata dal club. Il cammino sin qui svolto colloca la Sidigas nei piani alti delle due competizioni ma guardando in prospettiva non è detto che apporre qualche correttivo non possa materializzarsi nei prossimi mesi. Alberani e Sacripanti credono fermamente nel gruppo allestito in estate. Il calendario fitto di impegni lascia poco tempo anche per valutare eventuali aggiunte. Il nome circolato nelle scorse settimane di David Logan, attualmente in forza al Lietuvos Rytas, non sarebbe l’unico ad aver stuzzicato i biancoverdi che, stando ad indiscrezioni, avrebbero preso informazioni anche su Manuchar Markoishvili, guardia georgiana classe 1986, lo scorso anno in forza al Darussafaka e che in Italia ha vestito le canotte di Treviso e Cantù.

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