Basket Avellino – Imbarazzante e irritante: cara Sidigas dove vogliamo arrivare?

Basket Avellino – Imbarazzante e irritante: cara Sidigas dove vogliamo arrivare?

La Scandone offre il peggio di sé contro il Nizhny Novgorod: la pausa non ha portato bene ai lupi che adesso non possono più sbagliare

di Davide Baselice, @davidebaselice

Chi ci ha creduto e chi ha preferito concerdersi un mercoledì di pausa. L’immagine soprastante può dare un minimo di idea su quella che è stata la gara eccellente per il Nizhy Novgorod da una parte e deludente (usiamo un eufemismo) per la Scandone Avellino. Così non può andare e non possono essere tollerate prestazioni imbarazzanti e irriguardose per chi viene a fare il tifo per la squadra del proprio cuore.  La Sidigas ieri sera ha gettato alle ortiche una chiara occasione per provare a blindare la qualificazione agli ottavi della Basketball Champions League. Ma chi è sceso sul parquet ha deciso bene di voler complicarsi la vita offredo una prestazione indegna nei confronti dei colori biancoverdi. Avellino è stata letteralmente in balia della formazione russa che ha giocato con la determinazione e la grinta di chi è venuto in Irpinia non per fare una gita natalizia. Chi è andato in campo con la canotta dei lupi ha dato maggior spazio a puntualizzare su alcune decisioni molto opinabili degli arbitri anziché difedere meglio sui vari Popov, Strebkov e Perry che hanno fatto pentole e coperchi regalando un successo alla propria squadra che ci sta tutto.

La vittoria contro Pesaro domenica aveva evidenziato soltanto l’utilità dei due punti per la classifica ma di certezze manco a parlarne. La squadra adriatica di Galli ed il Novgorod con la sola maggiore reattività e fisicità sono riuscite a mandare nel “pallone” un’avversaria che è la brutta copia del roster applaudito fino a poche settimane fa.

Gli interrogativi non mancano a partire da Norris Cole – preferito a Joe Ragland – che sta venendo meno nel suo ruolo di leader designato (e ben pagato anche per questo) mostrando un nervosismo inatteso quanto scelte di gioco a danno della stessa squadra. Il 34enne Demetris Nichols non potrà tirare la carretta così fino al termine della stagione (stesso discorso per Filloy da cui è normale qualche prova meno spumeggiante in attacco se si gioca ogni tre giorni) ma c’è bisogno di back-up all’altezza della situazione. Chi entra dalla panchina non si sta rivelando all’altezza della situazione: la voglia di incidere di Keifer Sykes non corrisponde sempre ai risultati sperati mentre capitan D’Ercole appare lontano parente del giocatore che riusciva a cambiare molte partite in corso l’anno scorso col suo tiro da tre punti. Chi è in calo – o meglio meno incisivo del dovuto – è Caleb Green i cui up&down nell’arco di una partita costano troppo in termini di rendimento alla Scandone capace di chiudere ieri con 0/7 da tre punti dopo i primi 20′ di gioco. Patric Young è piaciuto per aver provato a dare il 100% come contributo anche se la sua condizione fisica non rispecchia la percentuale poc’anzi indicata. L’augurio è che possa essere un valore aggiunto a questa Scandone che deve chiarire idee e ricompattarsi.

Dicembre – che per il secondo anno consecutivo risulta essere un mese decisivo – è iniziato male per la Sidigas. Coach Vucinic ne era consapevole alla vigilia della sfida con Pesaro. La sua mano – tuttavia – non è servita fin qui a cambiare questo andamento che sta diventando molto pericoloso. La società faccia la sua parte ricordando a chi va in campo che c’è una stagione da giocarsela al massimo delle possibilità. ll calendario offre ancora tre gare su cinque in casa ma già a Trieste, contro l’ambiziosa squadra di Dalmasson. Servirà tirare fuori lo spirito da lupi. Se ancora non è stato capito.

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