Basket Avellino – L’ex Acker: “Che brividi quella finale a Milano e la semifinale playoff con la Scandone”

Basket Avellino – L’ex Acker: “Che brividi quella finale a Milano e la semifinale playoff con la Scandone”

L’ex biancoverde ora a Cantù: “Il successo nel derby ci ha restituito una fiducia smarrita con gli ultimi ko”

La storia della Scandone ricorda con piacere tantissimi campioni che hanno legato il loro nome a quello della squadra biancoverde. Eleganti movenze, professionista come pochi, un cervello ed un talento nato per la pallacanestro ed una carriera che lo ha visto protagonista prima in Nba e nei top team europei (Barcellona ed Olympiakos Atene) e lo scorso anno ad Avellino.  Così si può descrivere Alex Acker, l’ex di turno nelle fila della Red October Cantù, uno dei protagonisti della entusiasmante cavalcata che ha visto la Sidigas Avellino fermarsi soltanto alla semifinale scudetto contro la Grissin Bon Reggio Emilia. Una stagione non semplice per l’ala californiana capace di saper convivere con un ginocchio che non gli ha dato mai pace ed essere un elemento funzionale nel gioco di Sacripanti. Lunedì sera incontrerà una parte del suo passato.

Acker lei è ritornato in Italia dopo le esperienze con Milano ed Avellino. Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta di Cantù?

“La mia scelta è legata a una serie di motivazioni. In primo luogo, nonostante i risultati per ora non ci stiano supportando, Cantù ha obiettivi ambiziosi perché Gerasimenko è arrivato in Italia per provare a vincere. In più ha sicuramente inciso tanto il fatto che mia moglie sia di Cantù. Ho la possibilità di trascorrere del tempo con la mia famiglia ed più facile concentrarsi sulla pallacanestro in una situazione in cui sai che i tuoi familiari sono assolutamente a loro agio.”

Ha giocato cinque gare coi brianzoli. Che impressione si è fatto della squadra? Cosa le piace tecnicamente ed umanamente di questo gruppo e in cosa crede si possa migliorare?

“La nostra è certamente una squadra composta da ottimi giocatori ed è un buon gruppo. Purtroppo il fatto di aver iniziato la stagione tardi ci ha condizionato perché siamo giocatori che  arrivano da esperienze tecniche diverse. Gli infortuni hanno pesato e non ci hanno sicuramente aiutato a trovare la giusta chimica. Poi è chiaro che quando perdi subentra anche la sfiducia nel fare le cose e non è facile. In questo senso la vittoria nel derby è stata veramente una boccata di ossigeno. Dobbiamo comunque lavorare su molte cose. Ci serve avere fiducia in campo e nelle capacità dei compagni. Ora poi dobbiamo affrontare ogni gara come una sfida di playoff con massima concentrazione e aggressività.”

Che tipo di persona è patron Gerasimenko?

“Sono felice di rivedere ragazzi a cui sono legato e con cui sono rimasto in contatto come Maarty Leunen, Marques Green o il gruppo degli italiani. Per noi è allo stesso tempo è una partita difficile contro un ottimo avversario, ma anche una gara molto importante per confermare i progressi mostrati nel derby.”

Lei è stato uno dei protagonisti della passata stagione dei biancoverdi. Cosa ricorda con piacere di quella esperienza?

“Fuori dal campo sicuramente la nascita di mio figlia. In campo la finale di Coppa Italia o la serie con Reggio Emilia…”

Quale è stato il segreto nel disputare un’annata del genere?

“Credo che la forza si stata quella di un gruppo di giocatori che stavano bene tra di loro in un ambiente che non hai mai fatto mancare il suo supporto. Anche dopo un inizio non positivo, con qualche sconfitta di troppo, il pubblico ci ha sempre incitato.”

Cosa è mancato  ad Avellino per arrivare in finale scudetto?

“Contro Reggio è stata una serie molto combattuta in cui hanno inciso molto anche gli episodi. E’ chiaro che Reggio ha potuto contare sul fattore campo a favore.”

Ritroverà una squadra che ha rinnovato solo cinque elementi nel roster. Quale può essere un punto di forza della Sidigas?

“Assolutamente si perché parte da una base consolidata della scorsa stagione. In più dobbiamo fare attenzione a una coppia di playmaker di assoluto livello come Ragland e Green che possono essere davvero l’arma in più di Avellino.”

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