Basket Avellino – Ragland spreca, Darden punisce: secondo ko di fila per la Sidigas

Basket Avellino – Ragland spreca, Darden punisce: secondo ko di fila per la Sidigas

Beffa nel finale per la squadra di Sacripanti nel posticipo di Cantù

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Seconda sconfitta consecutiva in campionato per la Sidigas Avellino che cade nel posticipo dell’undicesima giornata sul campo della Red October Cantù che si impone per 75-74  con un finale in cui gli ospiti gettano alle ortiche una rimonta costruita in precedenza. I lupi mancano l’aggancio in classifica a Reggio Emilia e Venezia mentre il team di Bolshakov conquista la seconda W consecutiva. Si conferma ostico il parquet canturino per i lupi il cui ultimo successo risale al 2008.

Partono bene i padroni di casa con Callahan che sblocca dall’arco e Johnson che fissa il punteggio sul momentaneo 5-0. Replicano gli ospiti che si riavvicinano sfruttando tutta la propria aggressività nell’aggredire il ferro che permette di ricucire lo strappo in meno di due minuti. Obasohan ricambia la fiducia del quintetto base con una schiacciata che strappa gli applausi dei presenti. Darden e Johnson scaldano la mano dalla lunga distanza mentre Acker da tre scava il divario che arriva al + 9 (21-12 al 7’). Prevalgono gli attacchi sulle difese con JaJuan Johnson che ne iscrive a referto già quattordici punti dopo soli otto minuti. La tripla del subentrato Randolph è puro ossigeno per gli ospiti che appaiono alquanto sorpresi dal buon inizio offensivo degli avversari. Acker va ancora a segno decretando il + 11 (28-17) del 10’.

La scossa per gli irpini prova a darla capitan Green con la bomba in apertura di seconda frazione seguito dai due tiri liberi di Cusin che animano le chance di rientro. Ragland, schierato insieme al folletto di Philadelphia, mette pressione ai padroni di casa che sporcano le percentuali al tiro ma trovano la giusta energia col solito Johnson che mangia in testa a Fesenko costringendo Sacripanti al timeout ma la musica non cambia con Darden che riscappa sul 36-27 al 17’. Si infiamma Levi Randolph che trova due conclusioni da tre punti in pochi istanti che annullano il gap, permettendo alla Sidigas di recuperare dieci punti agli avversari e chiudere con un solo punto di ritardo all’intervallo lungo.

L’ex Alabama regala il sorpasso al rientro dagli spogliatoi ma Callahan e Kariniauskas rispondono pan per focaccia con l’inerzia che passa nelle mani della truppa di Gerasimenko. Cresce il nervosismo con Waiters e Fesenko che si beccano la grande T dagli arbitri e finiscono in panca con già quattro falli a proprio carico. Ragland perde la bussola in un paio di circostanze con l’intensità che sale vertiginosamente. Leunen colpisce dai 6,75 metri per il rinnovato cambio di padrone del match (43-44 al 25’). La Sidigas si adegua in difesa cercando di estromettere dal gioco Johnson. La mossa paga i suoi dividendi perché la Sidigas prende coraggio e si affida alle mani di Ragland che producono nove lunghezze di margine (43-52) tra le due squadra con l’ex Pinar che sale a quattordici punti a referto. Cantù sembra la brutta copia di quella ammirata nel primo periodo con l’attacco che perde colpi (nove punti realizzati in 10’)e il pallone che non vuol saperne di entrare. La tripla di Green è la ciliegina sulla torta della rimonta e fuga della Scandone al 30’.

La Red October ha ancora delle cartucce in canna da sparare. Si rivede Jajuan Johnson (rimasto a secco di canestri nella terza frazione) mentre Flipevic dà segnali di crescita. Avellino deve così registrare il prepotente rientro dei locali (58-59) ma in difesa nulla possono contro Joe Ragland che dimostra di poter dettare i tempi della manovra e condizionare le mosse della retroguardia lombarda. Il trentatreesimo punto dell’incontenbile Johnson vale la freccia del sorpasso per Cantù ma Randolph replica dall’altra parte. L’ultimo minuto è un crescendo di emozioni. Fesenko si fa largo in area mentre Waters il 74-74. Ragland forza dalla distanza. Scelta che costerà caro ai lupi con Darden che si guadagna i due tiri liberi. Ne realizzerà soltanto uno quanto basta per decretare il 75-74 finale.

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