Basket Avellino – Sacripanti: “La squadra ha dato il massimo, orgoglioso dei miei ragazzi malgrado il ko”

Basket Avellino – Sacripanti: “La squadra ha dato il massimo, orgoglioso dei miei ragazzi malgrado il ko”

Il tecnico biancoverde commenta lo stop contro il Banco di Sardegna Sassari

Avrebbe voluto festeggiare l’accesso alla semifinale ma deve accontentarsi di una Sidigas combattiva ma che non è riuscita ad accedere per il secondo anno di fila al turno successivo della Final Eight. Coach Sacripanti commenta così lo stop contro la Dinamo Sassari: “Credo che sia stata una partita emozionante. E’ stata decisa per episodi. Potevamo vincere di uno o perdere. C’è amarezza ma anche grande orgoglio per esserci battuti come dei leoni fino alla fine. E’ stata corretta l’interpretazione di non fare fallo nell’ultimo possesso. Il tiro di Ragland era anche ben costruito e purtroppo è andata male. Merito a Sassari che va in semifinale. Non ho nulla da recriminare. Forse sono un po’ amareggiato negli ultimi 4 minuti del secondo quarto. Difese cattive, tiri anticipati contro la zona e abbiamo regalato l’ultimo passaggio. Poi siamo anche stati bravi a ribaltarla. Da allenatore, non è un pianto ma doversi arrangiare con un lungo solo, per la nostra tipologia di gioco è difficile. Dopo i due falli di Fesenko, lo abbiamo dovuto preservare. Poi la partita è andata avanti sugli episodi. A livello tecnico-tattico è stata una partita bella con due squadre che giocano una grande pallacanestro.”

Il coach non vuol sentire parlare di delusione ma guarda il bicchieri mezzo pieno: “Non dobbiamo farci prendere dalla delusione di una partita. Questa squadra ha fatto benissimo, non bene. Abbiamo perso di un punto contro Sassari che è una squadra di buonissimo livello. In Champions siamo vivi. Partiamo da quello che abbiamo. Logan ci può portare più freschezza in attacco, devo studiare anche io come modificare il nostro modo di giocare.”

Infine una dedica e ringraziamento al pubblico biancoverde accorso in massa al PalaFiera di Rimini: “L’affetto che ci ha dato il pubblico. La mia grande delusione è perché ci sarebbe stata la migrazione di un popolo a Rimini. Mi amareggia ma mi rende orgoglioso di far parte di questa squadra e noi non abbiamo mai mollato nemmeno per un giorno. Il nostro impegno è ancora maggiore

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