Basket Avellino – Sidigas, un doppio impegno che fa sentire il suo peso

Basket Avellino – Sidigas, un doppio impegno che fa sentire il suo peso

Scandone in evidente difficoltà fisica a Strasburgo, Cremona l’occasione del riscatto da non sprecare

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La sconfitta maturata ieri sera a Strasburgo accende qualche campanello d’allarme in casa Sidigas. La squadra transalpina è stata avanti per tutta la durata del match e ha ribaltato la differenza canestri, annullando il +3 che la Scandone si era guadagnata nel primo incontro tra le due squadre. Avellino ha tentato, nell’ultimo quarto, di rientrare ma la distanza era troppa e, soprattutto, le energie in campo erano differenti, con i padroni di casa che hanno dominato a rimbalzo e con la Scandone che ha arrancato lungo tutto l’arco della partita.

Inquietante il 7/29 dal campo (2/12 da tre) con cui Avellino ha chiuso un primo tempo da 20 punti, chiarissimo il 41 a 33 finale a rimbalzo e deprimente il bottino di appena 57 punti portato a casa. Chiaramente le poche ore a disposizione per recuperare che ci sono state tra la gara di Cantù e questa hanno influito, ma l’impressione è che da un paio di settimane la squadra sia sulle gambe, vessata dal doppio impegno e danneggiata dai pochi allenamenti a disposizione di Sacripanti che stanno ritardando il processo di inserimento dei nuovi e che stanno inficiando le prove di squadra dei biancoverdi. E’ infatti innegabile che nelle ultime partite la Sidigas abbia proposto un basket fatto di isolamenti, di 1vs1 e di invenzioni dal palleggio (quasi sempre di Ragland), e sia sembrata una lontana parente di quella che arrivava al canestro tramite l’esecuzione di giochi. Certamente la mancanza di un tiratore puro può essere additata quale problema principale, ma sarebbe sciocco pensare che un solo tiratore possa cambiare il panorama e l’economia di un intero attacco. Il potenziale di questa squadra è enorme, il fattore fisico è impressionante e nello spogliatoio ci sono i veterani giusti. Il problema è iniziare a giocare da squadra, iniziare a sfruttare Fesenko quando la sua stazza può essere decisiva (come nel finale contro Cantù), Cusin quando i pick’n’roll avversari sono troppo per l’ucraino, Thomas quando la guardia avversaria è minuta e Obasohan quando c’è spazio per correre. E’ una squadra che ha la possibilità di andare fino in fondo in tutte le competizioni e Sacripanti ha dimostrato lo scorso anno che le sue squadre, e i suoi giocatori, crescono col tempo e con gli allenamenti. A patto che domenica da Cremona la Scandone torni a casa coi due punti dando il via ad un nuovo ciclo di risultati positivi.

di Gianmarco Venezia

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