Basket Avellino – Un asso mal giocato, un crollo finale che non ammette giustificazioni

Basket Avellino – Un asso mal giocato, un crollo finale che non ammette giustificazioni

La Sidigas perde un’occasione stratosferica contro una Venezia dopo aver quasi dominato nel primo tempo

Avellino cade in malo modo a Venezia. La Sidigas perde un’occasione stratosferica lasciando per strada 14 punti di vantaggio e buttando alle ortiche un primo tempo ben giocato. Un crollo che apparentemente non ha spiegazioni e che è molto più grave di quello avuto pochi giorni fa in Coppa Italia.

In primis c’è da analizzare l’avversario: una Venezia che sulla carta poteva dare molto fastidio alla Sidigas ma che sul campo non ha mantenuto le attese. La Reyer ha disputato una gara sottotono, subendo la Scandone nel primo tempo e facendo ben poco nella ripresa per rientrare. A testimoniarlo i soli 53 punti segnati e le percentuali dal campo. In seconda istanza va analizzata la gara della Sidigas: in una parola schizzofrenica. Ad un primo tempo nel quale Avellino aveva proposto una grande difesa accompagnata da un attacco che scorreva comunque in maniera fluida, nonostante le percentuali dall’arco dicessero 1/12, è seguito un secondo tempo orribile culminato in un quarto periodo da incubo. I soli 4 punti raccolti negli ultimi 10 minuti accendono un campanello d’allarme importante e non ignorabile. L’ultimo canestro dal campo per la Sidigas lo ha segnato Leunen quando sul cronometro c’erano ancora 9 minuti e 12 secondi da giocare.

Un’astinenza prolungata che ha vanificato tutto il lavoro che l’aveva preceduta e che riporta alla luce alcuni dei problemi che questa squadra effettivamente ha: non è la prima volta, infatti, che il giocattolo si inceppa e che la Scandone smette di segnare ed esce completamente dalla partita. Molte volte l’assenza di Cusin è stata indicata come possibile causa delle defaillance difensive, che sono state davvero poche in verità, ma sicuramente un motivo che spieghi questo immobilismo in attacco è di difficile reperimento. A lunghi tratti si è creduto che la mancanza di un tiratore puro creasse più di un problema allo spacing dell’attacco avellinese ma anche con l’arrivo di Logan, seppur sia veramente troppo presto per dare un giudizio sull’esperienza del giocatore (il cui valore non è in dubbio) ad Avellino, le cose non sono cambiate e la Sidigas si ritrova spesso a prendere tiri forzati allo scadere dei 24 o ad affidarsi alle iniziative dei singoli, per lo più Ragland, senza eseguire e senza creare ricezioni profonde per Fesenko o tiri aperti per Randolph, Thomas etc. La gara di ritorno è tra una settimana e in mezzo c’è una partita di campionato contro Varese che ha comunque la sua importanza in ottica secondo posto; per la Scandone è arrivato il momento di ritrovarsi.

di Gianmarco Venezia

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