Basket – Avellino-Zagabria, allenarsi giocando

Basket – Avellino-Zagabria, allenarsi giocando

La Scandone raccoglie la seconda vittoria consecutiva casalinga europea. Un match non molto impegnativo e che la Sidigas ha avuto ragione in tre quarti di un Cibona poco deciso

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La Scandone raccoglie la seconda vittoria consecutiva casalinga europea e mette un altro mattoncino verso la qualificazione al prossimo turno della Champions League. Il match non è stato molto impegnativo e la Sidigas ha avuto ragione in tre quarti di una Zagabria poco decisa e, francamente, non al livello degli uomini di Sacripanti. Sicuramente i punti positivi per il coach ex Cantù sono la continuità che sta trovando Obasohan, ribadita una volta di più nella giornata di ieri, e l’approccio alla partita di Adonis Thomas, apparso deciso nell’andare al ferro e convinto nelle celte di tiro, comunque non sempre eccelse. I due esterni stanno trovando, finalmente, la loro dimensione nel sistema avellinese e, come ribadito dalla stesso Sacripanti in conferenza stampa, stanno dando il loro apporto, seppur ci sia ancora da lavorare. Proprio nel discorso post partita con la stampa, il coach ha ribadito la voglia di permettere a Thomas di posizionarsi meglio in attacco nelle situazioni di transizione per sfruttare i suoi centimetri contro esterni meno dotati sotto questo aspetto e approfittare dell’assenza momentanea dei centri avversari. Insomma, come è chiaro già da tempo, questa squadra si sta formando giocando, dati gli impegni ravvicinati e il conseguente poco tempo a disposizione per allenarsi, e il tempo non può che migliorare le cose. Altro discorso è quello che riguarda Joe Ragland. Troppo spesso le sue prestazioni vengono date per scontate e vengono poco sottolineate. Tuttavia la continuità che sta avendo il playmaker americano quest’anno è assolutamente encomiabile e, complice la partenza di Nunnally, è diventato il vero go-to-guy della squadra. Contro il Cibona ha chiuso con 11 punti ma, per una volta, il suo minutaggio è stato inferiore ai quasi 38 minuti di media. I numeri, però, non esprimono minimamente l’impatto che anche nella partita di ieri ha avuto sulla contesa. Ogni qualvolta Ragland ha spinto il piede sull’acceleratore la difesa avversaria ha sbandato e non è riuscita a contenere la dinamicità che il play ha messo sul campo. Il numero 1 in canotta biancoverde è dunque, indubbiamente, la punta di diamante di questo roster e in quanto tale va trattato, risparmiandolo quando ce ne sarà la possibilità, così come già avviene per Green e Leunen, veterani affidabili ma che hanno bisogno di centellinare le proprie energie.

di Gianmarco Venezia

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