Basket – L’ex Vitucci: “La serie contro Venezia può decidersi a gara 7, non vedo favorite”

Basket – L’ex Vitucci: “La serie contro Venezia può decidersi a gara 7, non vedo favorite”

Il coach veneziano ha allenato entrambe le sfidanti della semifinale: “Il livello in campo sarà altissimo”

Ieri è stato sancito l’addio alla squadra che allenato nell’ultimo anno e mezzo: la Fiat Torino. Frank Vitucci, veneziano doc ma con un passato anche da capoallenatore della Sidigas Avellino, fa il suo pronostico sulla serie di semifinale playoff che vedrà di fronte l’Umana Reyer e la Scandone dal prossimo venerdì. “Reyer-Avellino, sfida aperta fra due realtà che raccolgono i frutti della programmazione. Non vedo favorite. Il cuore è diviso” ammette l’ex sindaco in un’intervista concessa oggi al quotidiano veneziano “Il Gazzettino.”

In campo si preannuncia un confronto elevatissimo dal punto di vista tattico tra due avversarie che hanno tante soluzioni nel proprio bagaglio: “Il livello è altissimo, differenze minime. Adoro la trazione posteriore di Avellino con Ragland, Logan e Green. Ma la Reyer ha un ventaglio di soluzioni tattiche infinito, possono permettersi due stranieri in tribuna. La differenza la faranno i particolari.”

Per Vitucci il fattore campo non deciderà il destino di questa serie: “Sono giocatori abituati ad avere pressione addosso, non si faranno influenzare dall’essere o meno in casa. Aspettiamoci una serie tiratissima, potrebbe risolversi a gara 7. La differenza la farà essere in salute, senza infortuni. I problemi fisici possono costare parecchio giocando ogni 48 ore.”

Nel confronto tra allenatori Vitucci spende parole di elogio sia per De Raffaele sia per Sacripanti: “Walter dà il senso alla programmazione. Dopo Recalcati la panchina sarebbe andata a lui, è successo un po’ prima. Punta su uno zoccolo duro, bravo a sfruttare le caratteristiche dei suoi.  Pino è esperto di campo, punta sui suoi uomini, come Leunen. Avellino si è rivelato terreno fertile, patron De Cesare e il ds Alberani hanno seminato bene. Dopo la prima esperienza, forse sono tornato in Irpinia troppo presto.”

 

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