Basket – Sidigas, la musica non cambia: a Sassari arriva un altro crollo verticale

Basket – Sidigas, la musica non cambia: a Sassari arriva un altro crollo verticale

La Scandone travolta 105-84 dal Banco di Sardegna di coach Pozzecco che entra in zona playoff

di Davide Baselice, @davidebaselice

Da un avvio entusiasmante ad un finale horror. Peggio non poteva andare all’esordio per il nuovo coach Massimo Maffezzoli a guida di una Sidigas Avellino che viene travolta per 105-84 sul campo del Banco di Sardegna Sassari che festeggia la quinta vittoria consecutiva ed entra così in zona playoff ribaltando la differenza canestri rispetto al match d’andata. Un anticipo di mezzogiorno della 26° giornata decisamente da incubo per gli irpini che raccolgono la quarta sconfitta di fila nel giorno in cui la Dinamo, guidata da Cooley e Thomas, manda ben sei uomini in doppia cifra.

Qui il tabellino del match

La prima frazione per i biancoverdi è di quelle da celebrare negli annali. Avellino ha una partenza sprint impersonificata in Keifer Sykes. La guardia di Chicago è protagonista con dieci punti dando filo da torcere alla difesa sarda che fatica a contenerlo. La buona circolazione di palla produce cinque assist ed ottime percentuali al tiro (7/8 in sei minuti di gioco) contro le quattro perse della Dinamo. E’ anche così che la Scandone costruisce nove punti di margine (10-19) in cui a salire in cattedra è anche Demetris Nichols che si divide la scena con lo stesso Sykes. Il volto dei giocatori avellinesi conferma la voglia di ripartire dopo un mese deficitario in termini di risultati. Pozzecco, dall’altra parte, deve subito apporre i giusti correttivi pescando dalla sua panchina Achille Polonara, reduce dalla buona prestazione in Israele durante la gara d’andata di Fiba Europe Cup contro l’Hapoel Holon. Avellino fa la parte del lupo cattivo con trenta punti iscritti a referto al suono della prima sirena. Il Banco di Sardegna non può stare a guardare e decide di alzare la pressione sulle due metà campo prima riavvicinando sul – 4 salvo poi finire sotto di dieci lunghezze (29-39) con Nichols che piazza la sesta tripla su otto tentativi per la Sidigas. Ne nascerà così un contro parziale isolano di 7-0, favorito da una circolazione di palla avellinese che perde smalta e qualche palla di troppo, che riapre nuovamente la gara. Dai 6,75 metri McGee prova a spaventare gli avversari sancendo il 47-48 all’intervallo.

L’ex guardia di Pistoia non perde la maniglia a cavallo dei due tempi tanto da regalare l’immediato sorpasso. L’inerzia passa nelle mani dei biancoblu che iniziano a martellare la retina canestro dopo canestro favorito da un atteggiamento difensivo di Filloy e soci che porta indietro con la memoria all’incontro perso di martedì scorso contro l’Alma Trieste. Pierre e Smith affondano la lama del coltello col tabellone che sancisce il definitivo sorpasso (61-50). Quando piove grandina anche per la stessa Avellino che spende in un amen il bonus falli con Sykes, Udanoh e Harper gravati di tre penalità a proprio carico. Maffezzoli, che spende due timeout nel solo terzo periodo, decide di richiamare in panca solo il centro dai trascorsi canturini. L’attesa reazione stenta ad arrivare col Ndiaye a testare i ferri del Palaserradimigni e D’Ercole a risollevare le sue statistiche dalla lunga distanza. La difesa della Scandone fa acqua da tutte le parti e la Dinamo ringrazia con trentadue punti di collettivo iscritti a referto contro i soli diciassette della Scandone. E’ qui che si decide sostanzialmente la partita con un ultimo periodo che è pura accademia per la truppa del Presidente Stefano Sardara che passeggia letteralmente su un tappeto rosso tanto da trovare la tripla cifra con quota cento raggiunta con meno di due minuti dalla sirena conclusiva. Per la Sidigas è un lungo calvario in cui nessuno riuscirà a defilarsi. I problemi, dunque, restano e spaventano anche tanto.

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