Distratta e poco aggressiva, Sidigas é già tempo di Europa

Distratta e poco aggressiva, Sidigas é già tempo di Europa

Un’ostica Auxilium ha tenuto testa ai biancoverdi per 40 minuti e li ha costretti a lasciare i due punti in palio in Piemonte

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La Sidigas Avellino è uscita sconfitta dalla trasferta di Torino. Un’ostica Auxilium ha tenuto testa ai biancoverdi per 40 minuti e li ha costretti a lasciare i due punti in palio in Piemonte, creando un divario con Venezia di due punti (e lo scontro diretto perso) e impedendo ad Avellino di staccare ancora di più Reggio Emilia. La squadra di Sacripanti è stata molto incostante al tiro, come il 3/15 da tre di fine primo tempo può dimostrare, e non è riuscita, soprattutto nel quarto periodo, a stringere le viti in difesa quando serviva. Una prestazione che non è comunque stata del tutto negativa e che ha mostrato che il processo di crescita è in atto e che la palla sta iniziando a girare molto di più e molto più velocemente in attacco, anche se ancora a sprazzi. I veri punti di domanda che lascia il match riguardano, più che altro, le prestazioni degli esterni. Levi Randolph è in un periodo di calo dopo un esaltante inizio di stagione e non riesce a trovare la via del canestro con continuità. Questo, inevitabilmente, influisce sulla sua fiducia e sul suo impatto difensivo. Se, però, il calo del numero 20 è giustificabile e comprensibile, inizia a preoccupare, almeno agli occhi dei tifosi, la situazione di Obasohan. Anche ieri si è potuto assistere ad una prova sottotono, caratterizzata da soli 13 minuti di utilizzo e poche realizzazioni (solo 4 punti alla fine per lui).

L’impressione è che il belga sia ancora indietro in quanto a comprensione del gioco e che il suo processo di inserimento sia ancora indietro. Le doti atletiche non si discutono, la capacità di attaccare il ferro è sotto gli occhi di tutti, ma c’è bisogno che la sua stagione sterzi definitivamente e che la guardia trovi fiducia e continuità. Stesso percorso, dunque, che è toccato ad Adonis Thomas, ieri imprendibile nel primo quarto. L’ala americana è ormai un elemento imprescindibile per la Scandone, che spesso si affida alla sua fisicità spalle a canestro, dove spesso domina fisicamente gli avversari, e ai suoi isolamenti. Ancora non riesce ad essere sempre continuo nei 40 minuti e anche ieri è sembrato un po’ tangenziale alla gara nel secondo tempo dove un grande Washington lo ha impensierito troppo in difesa, limitandolo conseguenzialmente in attacco. Tra i riscontri positivi, invece, il quarto periodo di Ragland, tornato, dopo un leggerissimo calo sia ben chiaro, ad essere l’uomo dei possessi decisivi. Insomma quella vista a Torino è una Sidigas non al meglio, ma neanche disastrosa, dovendo tenere comunque in conto il valore di Torino e le difficoltà di accoppiamento che un jolly come White porta con sé.

Ora la testa è alla sfida contro l’Utena, decisiva per il piazzamento finale nel primo girone di Champions e per dare ad Avellino qualche giorno di riposo in più nelle settimane che verranno; un riposo che, come la prestazione contro Tenerife conferma, può essere prezioso e che non potrà che far bene alla squadra che avrà la possibilità di lavorare con un po’ più di continuità in allenamento. Sempre con la testa alle ormai imminenti Final Eight.

di Gianmarco Venezia

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