Dopo gara 3 a Reggio come si fa a non aver dato il premio di Mvp della stagione a Joe Ragland?

Dopo gara 3 a Reggio come si fa a non aver dato il premio di Mvp della stagione a Joe Ragland?

In tanti si chiedono il perchè di questa mancata scelta, Avellino si gode un campione ed un uomo dal gran cuore

Mi perdonerete per la poca imparzialità che potrebbe suscitare questo articolo. La vittoria di ieri sera al PalaBigi consegna tanti spunti di riflessione. Tra questi la prestazione di Joe Ragland. Il regista di West Springfield in pratica ha fatto la spola tra gli Stati Uniti e l’Italia, tra lo stare vicino alla famiglia e dare l’ultimo saluto al fratello Shawn  e ad una squadra, la Sidigas Scandone, che rappresenta una seconda famiglia. I

n tanti si chiedevano se di ritorno dall’ennesimo viaggio intercontinentale Ragland sarebbe riuscito a dare il proprio contributo alla causa. Il tabellino a fine gara è chiaro: 21 punti con 6/7 da tre punti. Senza dimenticare la doppia doppia in gara 1 (10 punti ed altrettanti assist). Le parole di Menetti nel post gara sono la sintesi di come Joe abbia giocato: “Un autentico campione che ha dimostrato tutto il suo cuore per la sua squadra”. Considerazione alla quale ci associamo almeno per una volta col trainer reggiano.

La domanda che in tanti si sono posti e che noi vogliamo renderla pubblica è quantomeno scontata: come si fa a non aver dato il premio di Mvp della stagione 2016/2017 a Joe Ragland? Tra i papabili era l’unico giocatore la cui squadra è andata ai playoff. Non ce ne voglia l’ottimo Landry di Brescia ma Ragland ha dimostrato – ancor di più ieri sera – cosa significhi essere leader e campione. I numeri, le giocate, le sue triple confermano tutte le sue qualità di cestista. Ma nello sport conta anche essere uomini. E Ragland lo ha dimostrato coi fatti. Semplicemente.

 

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