Ghemon all’Ansa: “Se la mia musica fosse un vino sarebbe un Greco di Tufo. Lo sport è una delle anime di Avellino”

Ghemon all’Ansa: “Se la mia musica fosse un vino sarebbe un Greco di Tufo. Lo sport è una delle anime di Avellino”

Ghemon continua a far conoscere Avellino in tutta Italia e a far parlare della sua terra d’origine, l’Irpinia

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

Ghemon continua a portare il suo nome, quello della sua canzone, Rose Viola, e della sua città natale, Avellino, ovunque in Italia. Dopo il successo di Sanremo, per Gianluca Picariello, continua la sua continua ospitata tra radio e tv. Ghemon racconta la sua infanzia irpina e i suoi inizi (ha iniziato a 15 anni facendo graffiti sui muri intorno allo stadio) e percorrendo un percorso in cui il successo è arrivato col tempo. Tra degustazioni di vini, lo sport, l’Avellino e la Scandone, all’ANSA Ghemon ha raccontato il rapporto con la sua Avellino, a cui oggi resta profondamente legato tanto da sognare di tornarci per un live in quello stadio dove tutto è iniziato.

Questa la sua intervista rilasciata all’Ansa

“Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo del rap facendo graffiti nella zona dello stadio, piena di grandi muri inutilizzati. Fummo così insistenti da costringere un assessore a concederci delle autorizzazioni scritte per poter dipingere in tranquillità”.

Avellino non è molto conosciuta per le sue attrattive storico-culturali: quali sono i luoghi artistici più belli? “C’è un bellissimo teatro, il “Carlo Gesualdo” e il Conservatorio “Cimarosa”, che ‘raduna’ giovani musicisti anche dalle città limitrofe”.

Se potessi portare i fan di Ghemon a conoscere la città, da dove partiresti? “Da Tuoro Cappuccini, in alto, e poi scenderei lungo via Piave, fino a raggiungere la zona del Tribunale, in pieno centro. Svolterei poi da Via Dante per entrare sul Corso principale e mi fermerei nel centro storico, che è un piccolo dedalo di viuzze piene di localini e ristoranti”.

C’è un luogo a cui sei più legato in assoluto? “Lo Stadio ‘Partenio’ e il Palazzetto Dello Sport ‘Del Mauro’. Sono uno di fronte all’altro e sono stati di gran lunga i posti in cui ho passato più tempo e in cui mi sono sentito più vivo”.

Tra le eccellenze irpine c’è sicuramente il vino. Dove ci porteresti a fare una degustazione? “I ‘Feudi Di San Gregorio’ sono un fiore all’occhiello come azienda e anche la loro sede, con ristorante stellato e cantine per le degustazioni, sono imperdibili”.

Visto che sei un intenditore di vini, ti chiedo: se la musica di Ghemon fosse un vino, quale potrebbe essere? “Greco di Tufo, senza se e senza ma, un must assoluto, un vino tosto e “versatile”, che si può bere con tutto. Ecco:io vorrei essere versatile come il ‘Greco’”.

Restando in tema enogastronomico, consigliaci i tuoi locali preferiti per la colazione, l’aperitivo e la cena. “La Torteria” per i dolci e il “Bar Cappuccini” per l’aperitivo. Per la cena c’è l’imbarazzo della scelta, ma i miei posti preferiti sono “La Scintilla” a Serino, e “Il Gufo”, nel centro storico”.

Qual è il tuo locale preferito per la musica live? “Il “Tilt”, in una zona tranquilla, con una programmazione che non ha nulla da invidiare alle città più grandi”.

E i negozi di dischi che ami di più? “Direi ‘Camarillo Brillo’, in una traversa del corso principale”.

Hai detto che il tuo sogno nel cassetto è un concerto al Partenio: dopo il successo sanremese ci sono possibilità concrete perché si realizzi? “Per ora no ma non ho fretta: c’è tempo. Anche il ‘Palazzetto’ o il Teatro sarebbero una bellissima venue per me. Io sono a Milano, ma se arriva una chiamata da casa, sarei felicissimo di rispondere”.

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