La riflessione – Sidigas, De Cesare faccia la sua parte: mandi via i responsabili

La riflessione – Sidigas, De Cesare faccia la sua parte: mandi via i responsabili

Maffezzoli potrebbe subentrare a Vucinic: urge una scossa a questa Scandone

di Davide Baselice, @davidebaselice

I fischi e il volto scuro dei tifosi biancoverdi al suono della sirena finale nel match casalingo perso  contro l’Alma Trieste per 96-97 dopo un tempo supplementare, che ha sancito nel frattempo il terzo ko consecutivo per la Sidigas Avellino, rappresentano più di una scomunica nei confronti di coach Nenad Vucinic, uno dei principali responsabili di questa nuovo momento di difficoltà vissuto a contrada Zoccolari. Il trainer serbo in conferenza stampa ha puntualizzato: “Sul mio destino decide la società. Io non mi dimetto. Non sono il tipo che molla, lotto per quello per cui ho lavorato. Capisco che il pubblico sia arrabbiato.”

Dunque Vucinic gioca di rimessa passando la patata bollente alla società e, più nello specifico, alla proprietà nella persona di Gianandrea De Cesare che potrebbe dare un segnale di scossa all’intero ambiente. I rumors ipotizzano addirittura una soluzione interna con la promozione al ruolo di capoallenatore del primo assistant coach Massimo Maffezzoli per le prossime cinque gare di regular season più gli eventuali playoff.

Si, è consigliabile adoperare l’aggettivo “eventuale” alla luce di un settimo posto in classifica per i lupi che mette a rischio la presenza negli spareggi scudetto alla luce del miglior rendimento delle dirette concorrenti.

Nessuno mai avrebbe auspicato una situazione simile ad inizio aprile con l’intero ambiente cestistico che sembra ormai essersi rassegnato a veder terminare quanto prima questa stagione che si sta rivelando straziante.

Tempi lontani (eppure parliamo solo di qualche stagione fa) quelli in cui la Scandone era una mina vagante nelle prime tre posizioni della graduatoria di serie A. Un percorso inverso iniziato la scorsa estate quando il niet per l’approdo di Max Menetti in Irpinia ha ribaltato diametralmente gli scenari.

Si è puntato su Nenad Vucinic,  allenatore fortemente sponsorizzato dal Direttore Sportivo Nicola Alberani – che l’ha avuto a Forlì quasi un decennio fa – il cui credito con la piazza irpina adesso viaggia con la spia rossa della riserva.  Anche il manager romagnolo non è esente da responsabilità (volendo escludere il discorso degli infortuni che hanno interessato il roster irpino)  visto che ha avuto carta bianca dalla stessa proprietà nel metter in piedi un progetto che avrebbe dovuto produrre risultati migliori della precedente gestione targata Pino Sacripanti. Ed il campo sta affermando  il contrario.

Avellino non ha dato mai l’idea di essere un gruppo ben amalgamato esprimendosi solo a tratti. Di talento questo gruppo non scarseggia in particolar modo nel quintetto base.I dubbi sulla qualità delle seconde linee sono stati confermati dal tempo: a salvarsi sono solo Campogrande ed il mestiere di Spizzichini. D’Ercole è inadeguato alla causa e tutto ha fuorchè la stoffa di un vero capitano mentre il vero Silins lo si è visto ben poco.

Mentalmente la Scandone 2018-2019 appare molto più fragile di un team chiamato a lottare coi denti per ottenere la salvezza. La fotografia è un Ariel Filloy che sembra aver smarrito la tanto celebrata garra argentina al ripresentarsi dei problemi fisici di circa un mesetto fa.

Il ko a Pesaro ha dimostrato come in trasferta la Scandone avrebbe dovuto giocare con lo stesso piglio avuto ieri sera dall’Alma Trieste: intensità, gioco sporco e la giusta malizia nel portare a casa i due punti. SI è visto il contrario con un atteggiamento difensivo nel secondo tempo da film degli orrori. Tanto che Vucinic ha manifestato apprezzamento per come la sua squadra abbia difeso.

Adesso palla e decisione alla proprietà Sidigas che, dopo aver riportato entusiasmo nel calcio in serie D, dovrà fare lo stesso con la palla a spicchi. Ed il tempo non gioca a favore.

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