L’ultimo grazie

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In un misto di tristezza, rabbia, gioia e commozione si chiude una stagione che entra di diritto, non solo nei libri di basket ma, soprattutto, nei cuori di tutti i tifosi irpini

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In un misto di tristezza, rabbia, gioia e commozione si chiude una stagione che entra di diritto, non solo nei libri di basket ma, soprattutto, nei cuori di tutti i tifosi irpini. Occhio, “tifosi irpini” e non “tifosi della Scandone” perché fino a 9 mesi fa questa era una differenza, volente o nolente, sostanziale. Questa squadra verrà ricordata, in primis, per questo: per aver fatto gonfiare il petto ad una provincia, per aver fatto ricordare a tutta Italia cosa significa essere lupi, per aver dimostrato in tutti i palazzetti dello stivale cosa si prova quando vediamo i colori bianco e verde. E se tutto questo viene prima di un aspetto sportivo che, per larghi tratti, è stato da annali, si capisce che tipo di impatto hanno avuto questi ragazzi nell’immaginario collettivo di una città e della sua gente. Non è mai bello chiudere una stagione (qualunque, figurarsi una in cui non si è perso per 3 mesi) con una sconfitta, ma finire i play off con una vittoria vuol dire alzare un trofeo tra i coriandoli: la quarta in 10 giorni arrivata ieri sera al PalaBigi (sempre più il campo maledetto per la Scandone), è quella che fa più male, perché Avellino sembrava aver limato ulteriormente la distanza che la separava dai padroni di casa ma, alla fine di una serie a 7 gare dove non è mai saltato il fattore campo, questo non può bastare. La differenza è stata fatta dai dettagli e Reggio Emilia li ha curati meglio, sublimando l’assunto in una gara 7 in cui non solo non è mai stata in svantaggio ma è stata in parità soltanto due volte a quota 4 e 6. Certo, giocare una serie scudetto sarebbe stato bello, neanche tanto per la possibilità di vincere il tricolore, quanto per il solo piacere di respirare un’aria che in quasi 70 anni di storia non si è mai annusata, ma il tempo è galantuomo. Disamine tecniche ce ne sarebbero ma sono inutili e rovinerebbero un momento quasi solenne, perché adesso è ufficiale che questi ragazzi, tutti insieme, difficilmente ricalcheranno il parquet del PalaDelMauro. E allora, per l’ennesima volta, grazie a tutti per aver riportato il basket al centro di Avellino e la Scandone al centro del basket.

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