“Obasohan è un baby Westbrook, Randolph? Ha una speciale passione…”

“Obasohan è un baby Westbrook, Randolph? Ha una speciale passione…”

L’ex compagno di College Trevor Lacey, ora a Sassari, ricorda l’esperienza universitaria coi due giocatori della Sidigas

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Hanno vissuto insieme due stagioni all’Università di Alabama. Parliamo di Levi Randolph, Retin Obasohan e Trevor Lacey. Poi le strade si sono in parte separate nel 2013 con l’attuale guardia del Banco di Sardegna Sassari che si trasferì a North Carolina State.

Lacey e Randolph la scorsa estate, dopo la conclusione del quadriennio al College e la parentesi delle Summer League, erano finiti nel mirino della Consultinvest Pesaro che decise di firmare soltanto il primo dei due. Adesso l’ex trio di Alabama si ritroveranno da avversari nello stesso campionato in due team che vogliono essere protagonisti e provare ad interrompere il dominio dell’EA7 Milano.

“Nell’annata da freshman ho avuto il piacere di giocare insieme a Levi e Retin e c’è stata la possibilità di poter crescere insieme. – ricorda Trevor Lacey – Oltre ad essere un eccellente giocatore, mi piace simpaticamente ricordare Randolph come una persona che cucinava sempre ma in realtà era preferibile che giocasse a basket.”

Giocatore parso in crescita nelle ultime uscite di precampionato, Randolph è una persona che vive con molta grinta la passione dei propri tifosi: “E’ una persona semplice e a cui piace divertirsi. Ama tantissimo la famglia ed i tifosi. Fuori dal parquet Levi ha sempre instaurato un ottimo rapporto coi propri fans. E’ una delle sue qualità.”

Nel recente Torneo Internazionale Tirrenia Randolph e Lacey si sono incontrati da avversari. E’ stata l’occasione per confrontarsi su questo primo approccio in Italia del n.20 biancoverde: “Mi ha fatto tante domande in tutto il tempo in cui abbiamo parlato ma tante cose ancora non le conosciamo ed insieme stiamo cercando di trovare una soluzione (sorride ndr).”

Ieri in Irpinia, invece, è arrivato Retin Obasohan che ha già sostenuto il suo primo allenamento con la squadra: “E’ una furia della natura. Lo chiamo baby Westbrook perché gioca con una intensità che somiglia tanti a quella di Russell. Per il modo di giocare e la sua carriera universitaria penso sia già pronto per il basket europeo.”

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