Perchè non tentare la carta Shawn Jones? Bisogna ancora scommettere su Randolph?

Perchè non tentare la carta Shawn Jones? Bisogna ancora scommettere su Randolph?

L’ex Alabama in serie negativa nel barrage tra l’Umana Reyer Venezia e Sidigas Avellino

Avere delle certezze su cui fare affidamento è una delle basi su cui costruire un progetto. Cambiare può rappresentare utile in più di una circostanza per migliorare il lavoro che si sta producendo. Una delle note stonate in questa serie di semifinale playoff è il rendimento di Levi Randolph. La guardia americana ha sin qui deluso per l’apporto offerto nella ultime tre partite della serie contro l’Umana Reyer Venezia: dopo i 13 punti in gara 1, l’ex Alabama è andato incontro ad una regressione palesatasi nelle ultime tre partite in cui ha totalizzato due punti e chiudendo con valutazioni negative.

Dopo gara 4 ci si aspettava una possibile staffetta all’interno dei dodici convocati e che vedesse coinvolto proprio il n.20 della Scandone. Tutto ciò non è avvenuto con coach Sacripanti che si è affidato agli stessi uomini, lasciando in tribuna Shawn Jones e Retin Obasohan.

Tralasciando i discorsi relativi ai giocatori con passaporto da mandare a referto, l’ex Gerusalemme (tutti ricordiamo il suo debutto a Capo d’Orlando) per stazza e tipologia di giocatore è una risorsa che andava sperimentata in questa serie alla luce della versatilità dei lunghi veneziani che hanno fatto ancora male stasera alla Scandone (vedi Peric o lo stesso Batista). Si è voluto, invece, perseverare sulla stessa idea avendo, probabilmente, paura di osare o intaccare gli equilibri di un gruppo che ha dimostrato di soffrire l’aggressività e la maggiore reattività orogranata. Con le spalle al muro Sidigas non si può sbagliare più.

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