Reggio, comunque vada ad Avellino troverai l’inferno

Reggio, comunque vada ad Avellino troverai l’inferno

Non accenna ad arrestarsi il botta e risposta sui soli cinquanta posti riservati ai tifosi biancoverdi da parte della Grissin Bon Reggio Emilia a cui rivolgiamo una serie di quesiti

«Fosse per noi ne avremmo fatti entrare anche mille, ma non dipende da noi. È un gesto inutile, che una piazza come Avellino avrebbe fatto meglio ad evitare». A parlare così è stato il Presidente della Grissin Bon Reggio Emilia Stefano Landi dalla colonne dell’edizione odierna de “Il Resto del Carlino”. Parole che rispondono allo striscione esposto dagli Original Fans in gara 1 (“Settore inesistente, specchio della vostra mediocrità. Pallacanestro Reggiana vergogna!”) e che gettano altra benzina sul fuoco in merito alla polemica nata nei giorni scorsi sull’impossibilità da parte del club biancorosso di fornire non più di cinquanta biglietti alla tifoseria irpina a causa del numero limitato di posti nel settore ospiti.

Una domanda viene spontanea: perché il presidente Landi dice “Fosse per noi” ? Chi gestisce il PalaBigi di Reggio Emilia durante le gare del campionato? La Pallacanestro Reggiana o qualche altra società del posto?   Perché la tifoseria avellinese e tutta la popolazione irpina (ma anche i residenti extra provincia) debbono apprendere da organi di informazione che, soltanto in caso di un eventuale approdo in finale scudetto, verrebbe presa in considerazione l’ipotesi di giocare in un altro impianto dotato di un maggior numero di posti e, di conseguenza, un settore ospiti tale da poter accogliere un numero congruo di tifosi della squadra avversaria.

In terra emiliana, è lecito dubitare, che sia disconosciuta la sana e leale passione che anima ormai da decenni la popolazione di Avellino e provincia verso i colori della Scandone e della squadra di calcio. Tanto più se una squadra riesce a regalare emozioni uniche (una finale di Coppa Italia a Milano lo scorso febbraio con poco più di mille anime irpine che hanno supportato i propri beniamini) dopo anni di sofferenza in cui il colore bianco e verde non ha mai abbondonato il nome della Scandone anche quando le stagioni erano già compromesse a due mesi dal termine delle ostilità.

Perché cara società di Reggio Emilia, una delle rappresentanti italiane anche nelle competizioni europee, deve far fronte per il secondo anno di fila a questo problema inerente i tagliandi da riservare ai supporters delle compagini avversarie e non si decide di ampliare o trovare una soluzione definitiva?

A questo punto è logico pensare che la scelta della società biancoverde di voler “ricambiare” il piacere con un numero limitato di tagliandi (65) da destinare ai supporters reggiani per le prossime due gare al PaladelMauro appare come la logica conseguenza di chi ha mostrato scarso spirito di collaborazione, chiamando addirittura nella sede di contrada Zoccolari per ottenere tagliandi in altri settori.

Perché caro Presidente Landi se la prende col pubblico di Avellino che civilmente aveva manifestato il naturale desiderio di voler sostenere la propria squadra del cuore senza dare del “c……e” all’allenatore avversario?

Ascoltare coach Sacripanti dire in conferenza stampa “Il pubblico di Reggio mi ha dato del c……e” testimonia un nervosismo (pari a quello di Kaukenas, Aradori o Della Valle) nelle fila biancorosse che difficilmente può essere mascherato dalla diplomazia adottata da coach Menetti nel commentare il successo dei suoi. Domenica e martedì il DelMauro sarà una bolgia…..di passione e civiltà all’insegna di quel senso dello sport, uno dei tratti distintivi della città e provincia irpina.

 

 

 

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