Sidigas, una sconfitta che punge…più del freddo del PaladelMauro

Sidigas, una sconfitta che punge…più del freddo del PaladelMauro

In pochi avrebbero immaginato un risultato negativo e nell’atteggiamento della squadra occorre fare una riflessione

La prima sconfitta nel 2017 della Sidigas Avellino, arrivata ieri sera contro il Kk Mornar, ha dell’incredibile e sorprendente. In pochi avrebbero immaginato un risultato negativo casalingo della Scandone che ha sprecato la più ghiotta delle chance per tenere il passo della capolista Iberostar Tenerife in vista dello scontro diretto di martedì 17 gennaio lungo le rive dell’Atlantico.

Le contemporanee battute d’arresto di Strasburgo e Juventus Utena avrebbero richiesto un approccio totalmente diverso dei biancoverdi nell’affrontare gli uomini di Pavicevic. Avellino è scesa in campo con un atteggiamento “soft” che ha finito per avvantaggiare chi come il KK Mornar che ha disputato ed onorato la partita pur non avendo particolari pretese.

E proprio nell’atteggiamento che occorre fare una riflessione. Al di là del 5/38 da tre punti (fanno maggiormente parlare i trentotto tentativi dalla lunga distanza che le sole cinque conclusioni mandate a referto) che tanto sta facendo parlare in queste ore con commenti sui social network o discussioni in strada,  la sconfitta arrivata non più tardi di ventiquattro ore fa evidenzia un aspetto: a questa squadra manca ancora qualcosa dal punto di vista della solidità mentale per essere considerata la vera anti-Milano come da più parti si ascolta o si legge.

La Scandone aveva la possibilità di staccare Strasburgo ed Utena. Presentarsi tra cinque giorni  a Tenerife con la possibilità di conquistare la prima piazza nel girone D ed avere quasi due piedi dentro la seconda fase della Basketball Champions League senza il rischio di dover passare per il primo turno dei playoff è il vero obiettivo dei lupi. L’attualità dice tutt’altro.

Questa forma di carenza la si era notata anche nei match al PaladelMauro contro la Grissin Bon Reggio Emilia e l’Umana Reyer Venezia, due match di cartello in questo scorcio di stagione, in cui c’era la possibilità di lottare il secondo posto in classifica. Gare terminate con due sconfitte seppur diverse da un punto di vista  tecnico e dei meriti dei rispettivi avversari in cui a mettersi in evidenza erano state rispettivamente le stelle di Green e Ragland.

Nel recente derby di Caserta quanto con la Dolomiti Energia Trentino o, qualche settimana prima a Cremona (avversarie non di prima fascia), il cattivo avvio di partita era stato compensato da aggiustamenti in corso d’opera, con uno o due elementi della rosa a mettersi in evidenza a seconda della circostanza, che hanno permesso alla stessa Sidigas di trovare delle certezze che le hanno consentito di chiudere in campionato al terzo posto il girone d’andata, centrando un record nella propria storia societaria.

Per alzare l’asticella delle aspettative servirà che ogni elemento del roster trovi stimoli nel migliorarsi apprendendo  innanzitutto dai propri errori. Solo così Avellino potrà provare ad alzare un trofeo al cielo onde evitare di veder qualcuno altro farlo al proprio posto.

P.S. Per adesso ad aver fatto festa sono stati gli scommettitori del “2”.

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