L’OMS lancia l’allarme inattività fisica, l’Irpinia abbandona le strutture sportive

L’OMS lancia l’allarme inattività fisica, l’Irpinia abbandona le strutture sportive

In Irpinia abbondano le strutture sportive abbandonate. Un vero pericolo per i nostri giovani, sempre più inattivi.

di Michelangelo Freda, @m_freda21

La pagina Facebook del duo Del Gaudio – Zinzi, amministratori del gruppo Non sei Irpino se, simpaticamente hanno girato un video dove si evidenzia lo stato di abbandono dell’impianto sportivo di Borgo Ferrovia. Un video ironico che  lascia l’amaro in bocca. Infatti la struttura di Borgo Ferrovia non è l’unica struttura sportiva in stato di completo abbandono, idem dicasi gli impianti di Rione Parco, costruiti e mai messi in funzione, adesso ridotti ad un cumulo di ferraglie ed erbacce.

Ma questi scheletri distribuiti nel hinterland avellinese evidenziano il degrado verso la cultura sportiva che sempre più investe la nostra provincia, anche se cosa comune di molte altre realtà italiane, ma il che non deve passare inosservato. Le strutture sportive sono fondamentali nel processo di sviluppo dei futuri cittadini, in quanto lo sport, oltre che migliorare le condizione di salute dove il “sovrappeso” la fa da padrona, educa i giovani allo spirito aggregativo, allontanandoli dall’opacità sociale creata dai numerosi videogiochi che imperversano nelle case di tutti noi.

I dati parlano chiaro e la Campania, ivi inclusa l’Irpinia, è la regione con più inattività fisica per i piu giovani, con dati che nel 2012 sfioravano il 48% per bambini in sovrappeso ed obesi, il minimo nella Provincia Autonoma di Bolzano 15,9%, Sicuramente i generi alimentari e gli stili culinari incidono su questi dati, magari la Nutella ci piace troppo, ma la risposta su questo dato la si ritrova nel rapporto con lo sport. Infatti la Campania risulta essere l’ultima regione d’italia per attività sportiva, solo il 13%, il Trentino come la prima con dati vicino al 36,2% seguono Emilia Romagna e Lombardia.

In queste regioni le strutture sportive sono efficiente, e l’amministrazione comunale con un misto di partecipazioni private, gestiscono e creano continuo punti aggregativi per svolgere sport, avvicinando la popolazione a stili più sani di vita. Da qui escono i nostri campioni per il futuro dello sport italiano, come evidenziato col bronzo appena conquistato alle olimpiadi invernali nella disciplina del bliathon, attività fisica prettamente delle regioni alpine italiane, risultato conseguito grazie ad investimenti idonei nel crescere i futuri campioni di domani.

L’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) afferma che nel mondo l’81% degli adolescenti tra 11 e 17 anni fa poca attività fisica, andando così incontro a effetti negativi sulla salute con un rischio di morte maggiore del 20-30%. L’allarme arriva da un documento aggiornato nel quale si spiega che l’inattività fisica è un fattore chiave per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, diabete e cancro. L’Oms sta lavorando ad un nuovo Piano d’azione globale, per ridurre del 10% la percentuale di persone inattive fisicamente entro il 2025.

Una buona amministrazione comunale, provinciale. regionale, dovrebbero interessarsi maggiormente allo sport, in quanto un campo in degrado significa arrecare un danno inimmaginabile alla salute dei cittadini ed ai rapporti sociali di quest’ultimi.

 

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