La peggior partita dell’anno della Sidigas Avellino

La peggior partita dell’anno della Sidigas Avellino

La Dinamo allenata dall’ex Markovski passeggia su una Sidigas Avellino irriconoscibile.

di Federico Contrada, @federicocontra6

La Sidigas Avellino, dopo una gara veramente brutta, senza dubbio quella giocata nel modo peggiore dall’inizio dell’anno, ha perso per 67-80 in casa contro la Dinamo Sassari. Una partita contrassegnata da errori, spesso anche grossolani, non solo di precisione al tiro ma anche di esecuzioni di movimenti fondamentali della pallacanestro; il pubblico del Paladelmauro ieri pomeriggio ha visto, ad esempio, alcuni dei propri beniamini palleggiarsi sui piedi,oppure effettuare tiri che non toccavano nemmeno il ferro. Errori non consoni al livello della massima serie di pallacanestro italiana.

Una gara da dimenticare, approcciata male e proseguita anche peggio, eccezion fatta per due brevi momenti di riscatto, nel secondo e nell’ultimo quarto( che difatti sono state le frazioni vinte dagli atleti in biancoverde). Un primo quarto orribile(13-25) degli uomini di Sacripanti ha incanalato il match in favore dei sardi, che poi hanno definitivamente chiuso la pratica alla fine del terzo quarto, quando si sono ritrovati in vantaggio di 17 punti (46-73). Se nella prima frazione era l’ala Polonara a rappresentare una spina nel fianco della difesa irpina (10 punti, chiuderà con 16 a referto), il terzo quarto vedeva come assoluto protagonista la guardia Bamforth, a secco di punti fino a quel momento ma poi capace di infilare 3 triple, totalizzando così 13 punti in soli 10 minuti.  Da segnalare anche la prestazione di Shawn Jones, autore di 15 punti; l’ex Sidigas ha sicuramente aumentato i rimpianti per il suo passato in biancoverde, portando a casa un bel 17 di valutazione.

La Sidigas ha tirato con il 50% da due e col 33% da tre, ma ha perso ben 15 palloni e probabilmente la differenza in termini statistici è stata quella sull’efficienza offensiva (la voce OER) di 0,82 contro l’1,01 di Sassari, il che significa una differenza di 0,19 punti per ogni tiro effettuato; in una gara da circa 75 tiri per squadra, ecco evidenziato il distacco di 13 punti. Numeri che spiegano la serata storta di tutta la squadra avellinese.

A parziale giustifica di tale prestazione bruttissima si può addurre l’aspetto mentale, sicuramente influenzato dall’imminente gara di ritorno della finale di Coppa al Taliercio di Venezia. Il coach Sacripanti,nella conferenza-stampa pre-match, aveva messo in guardia da possibili cali di concentrazione, e di tenuta fisica; il timore del coach brianzolo si è rivelato quanto mai azzeccato, con una Sidigas apparsa subito non cattiva come gli avversari, che infatti a differenza degli irpini si giocavano una bella fetta di qualificazione ai playoff. Comunque sia, mai si era vista una squadra avellinese così molle e impacciata, tanto che alla fine della gara dagli spalti del Paladelmauro si è sentito anche qualche sonoro fischio di disapprovazione del pubblico.

La partita negativa di Fesenko ha condizionato e non di poco il gioco di squadra di Avellino; senza la sua sostanza, sono venute meno molte certezze ai suoi compagni e la pezza (Lawal) è stata quasi peggiore del buco; solo 4 i punti messi a referto dalla riserva del centro ucraino, che ha anche perso 3 palloni, sbagliando molti tiri. L’unico a dimostrare quantomeno un po’ di grinta è stato Ariel Filloy(11 punti) mentre Rich e Wells hanno superato la doppia cifra(17 e 12 punti) ma hanno dimostrato una certa irruenza, avendo perso 3 palloni a testa. Male anche il reparto lunghi, dove Leunen è stato spesso avulso dal gioco mentre Zerini ha giocato solo 4 minuti, non combinando praticamente nulla.

La netta sconfitta a domicilio aprirà sicuramente una fase nuova nella stagione della Sidigas 2017-2018: dopo la partita di oggi si è evinta  la necessità di un recupero fisico e mentale dei giocatori, che hanno difatti bisogno di rigenerarsi e ritrovare la brillantezza smarrita in vista dei playoff; Sacripanti ed il suo staff dunque avranno un bel da fare per rimettere in carreggiata una locomotiva allo sbando.  La partita di mercoledì prossimo a Venezia sarà sicuramente giocata su altri aspetti, quello dell’orgoglio e del prestigio per la posta in palio, e si può essere fiduciosi almeno in una figura dignitosa. Ma la coperta si è rivelata essere troppo corta e dunque, per affrontare al meglio la fase decisiva della stagione, serve assolutamente un nuovo acquisto; un innesto che possa alzare il livello tecnico di una squadra che dà la sensazione di aver esaurito la benzina, e dunque essere destinata ad un lento ed inesorabile declino.

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