Sidigas Avellino convincente, battuta Trento 80-59 nel Paladelmauro squalificato.

Sidigas Avellino convincente, battuta Trento 80-59 nel Paladelmauro squalificato.

La Sidigas Avellino è riuscita a riportare la serie dei quarti di finale in parità. Grande prova di Fesenko, male Sutton. Beto Gomes a rischio squalifica. Spettacolo all’esterno del palazzetto, con i tifosi che riuscivano a far arrivare il loro calore all’interno della struttura.

di Federico Contrada, @federicocontra6

La Sidigas Avellino, con una prova convincente, ha battuto Trento in gara2 ed ha dunque prontamente riscattato la sconfitta di gara1, riportando la serie sull’ 1-1. Il punteggio di 80-59 è maturato al termine di una gara che ha visto i biancoverdi prevalere in tutti e quattro i quarti (24-15; 20-18; 16-10; 20-16), dominando l’avversario soprattutto sotto l’aspetto difensivo.  La formazione avellinese è, infatti, riuscita a limitare di molto l’impatto sulla partita del miglior giocatore trentino, quel Dominique Sutton che fu un autentico spauracchio in gara1; il forte americano, ieri, ha segnato solo 9 punti, grazie alla buona prova difensiva dei lunghi Sidigas.

E’ proprio nel reparto lunghi che Avellino ha fatto le giuste correzioni rispetto alla gara precedente, risultando essere nettamente più efficace anche nella metà campo offensiva. Kyrylo Fesenko, finalmente, è riuscito ad esprimersi ai suoi abituali livelli, mettendo a referto una doppia-doppia (20 punti e 10 rimbalzi), trascinando i suoi fin dalle prime battute della gara e meritando ampiamente il premio Mvp della partita. L’ucraino ha segnato i primi 10 punti della Sidigas, dando subito un’impronta precisa sia alla sua gara che a quella dei suoi compagni; non è infatti un caso che, con un Fesenko in palla, il gioco complessivo dei biancoverdi acquista qualità ed efficacia, dato che migliorano sia le percentuali al tiro sia la circolazione di palla.  Aspetto, quest’ultimo, che ha fatto molta differenza ieri sera: alla voce assist, difatti, il referto ha registrato un netto 28-10 per la Sidigas Avellino, che dunque ha mostrato una maggiore fluidità rispetto alla Dolomiti Trento.

Un altro importante fattore che ha inciso sull’andamento della gara è stata la percentuale al tiro da due: mentre Avellino ha tirato con un buon 60%, Trento ha fatto registrare un brutto 36,2% (17 realizzati su 47 tentati). L’imprecisione al tiro ovviamente dovuta in parte per meriti della difesa irpina ed in parte alla serata storta delle bocche di fuoco trentine; oltre a Sutton, hanno giocato una brutta gara anche Forray e Flaccadori  (zero punti), Silins e Gomes, con quest’ultimo che ha mostrato un certo nervosismo, arrivando anche ad un tentativo di aggressione all’arbitro (a norma di regolamento dovrebbe essere squalificato), che poi è stato scongiurato dall’intervento del compagno di squadra Gutierrez. Il messicano è stato uno dei pochi dei suoi a salvarsi almeno per quanto concerne l’aspetto realizzativo: 10 punti segnati, come Shields, mentre Hogue ha lottato con onore sotto canestro, risultando essere l’unico in grado di limitare, seppur con molte difficoltà, lo strapotere di Fesenko.

Tutt’altra musica dall’altra parte, con diversi giocatori che hanno fornito una prova positiva: Dez Wells e Patrick Auda hanno dato continuità alla buona prova offerta in gara1, andando nuovamente in doppia cifra entrambi con 11 punti; l’americano ha smazzato anche 8 assist, cosa per lui non usuale. La personalità di Renfroe, in campo per 16 minuti, e le giocate di Filloy (9 punti) hanno confinato persino Jason Rich ad un ruolo ordinario, ben diverso dal solito go-to-guy al quale ci eravamo abituati; l’Mvp del campionato ha comunque segnato 12 punti in 30 minuti, ma si è preso solo 11 tiri, pochi per i suoi standard. Questo è un segnale importante per la Sidigas, che dunque è riuscita a stravincere senza affidarsi troppo al suo miglior realizzatore.

Sacripanti può essere soddisfatto: i suoi hanno applicato alla perfezione il suo piano partita, e sono riusciti a trovare le soluzioni giuste contro una squadra molto sgorbutica come Trento. Il coach ha sottolineato quanto Trento sia forte a rimbalzo, e dunque come sia stata usata la giusta cattiveria contro i lunghi avversari Hogue e Sutton.

Last but not the least, la vittoria di ieri è servita a riportare la tranquillità anche nell’ambiente di una tifoseria profondamente ferita dalla squalifica del campo per due turni; l’appello degli Original Fans di sostenere la squadra dall’esterno delle mura del Paladelmauro è stato recepito da molti appassionati, che hanno sfidato l’insolito freddo di una sera di maggio pur di esserci, per far arrivare il loro sostegno ai giocatori in campo. La vittoria di ieri è stata, anche per questo, ancor più bella; il pubblico avellinese ha dimostrato di avere maturità, di aver digerito l’umiliazione data da una squalifica alquanto severa, e soprattutto, di avere un attaccamento alla maglia ed alla città che raramente si trovano in altre piazze italiane.

Dopo una serata come questa, la squadra potrà lavorare con più serenità in vista delle prossime delicatissime due partite da disputarsi in quel di Trento.

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