Nadarevic, Mantovani e Bolzoni: “Orgogliosi di essere in un grande club”

Nadarevic, Mantovani e Bolzoni: “Orgogliosi di essere in un grande club”

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Giorno di presentazioni in casa Novara, ad aprire la conferenza è il direttore sportivo Domenico Teti, i volti nuovi sono quelli di Enis Nadarevic, Andrea Mantovani e Francesco BolzoniBolzoni arriva a titolo definitivo, anche lui fino al 2018, rientra da un infortunio al tendine d’Achille. Il mercato è sempre irto di insidie, l’esperienza e l’abilità nel districarsi del direttore ha portato:  “Ad un mercato funzionale, volevamo sfoltire la rosa dando la possibilità di giocare a ragazzi meritevoli. Abbiamo operato con sei uscite e quattro entrate. Abbiamo scelto giocatori esperti perché crediamo in loro oggi ma anche per il futuro prossimo.”

La palla passa a Nadarevic che raccoglie sulla sinistra, della scrivania: “Mi piace stare in questa posizione, è la mia preferita. Posso anche disimpegnarmi a destra ma raggiungere il fondo per fare cross è la mia passione. Abbiamo una squadra forte, in allenamento si capisce subito che abbiamo qualità in rosa. Sono felice di essere qui, non conosco le zanzare (ride, ndr) ma preferisco il clima freddo al caldo. Quando ho sentito la parola Novara non ho pensato due volte alla possibilità di vestirmi d’Azzurro.”

Sono già stato vicino al Novara”. Sono queste le prime parole di Andrea Mantovani che svela un aneddoto di mercato. “Tesser mi aveva allenato alla Triestina e quando il Novara era in Serie A, il mister mi voleva allenare nuovamente. Il Palermo non mi lasciò andare dichiarandomi incedibile. Pensiamo ad un passo alla volta, prima i 50 punti, poi vediamo cosa potrebbe succedere.In 10 anni di Serie A non ho mai visto un centro sportivo come Novarello, questo dimostra la forza e la volontà di questo club”.

L’azzurro Novara ha ridato luce al centrocampista Bolzoni: “Avevo subito un brutto infortunio ed ero fermo da troppo, a Palermo potevo anche non giocare più. Già mi alleno con il gruppo e il Palermo mi convocava da dicembre. Ho un fastidio al tendine di Achille che un giorno non mi crea problemi e il giorno dopo sì. Il Novara mi ha convinto perché mi ha dato una grande occasione e ha voglia di aspettarmi. La storia del club dice che il Novara deve sempre lottare per vincere, la Serie A si può raggiungere nel breve/medio periodo. Sono molto amico di Ujkani e Morganella, con il quale ho trascorso gli ultimi sei mesi per curarmi a Verano, ed erano felicissimi quando hanno saputo che sarei venuto qui.”

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