Abodi: “Nessun freno alla riforma dei campionati”

Abodi: “Nessun freno alla riforma dei campionati”

“Siamo pronti alla riforma dei campionati sopra e sotto, nel rapporto con la serie A e con la Lega Pro. Il problema dei voti non esiste perchè finchè ci sarò io, non ci sarà voto di scambio”. Così Andrea Abodi, presidente della Lega di B, ospite a Sport 2000, il programma sportivo di Tv2000. Secondo De Laurentiis, la B sta spingendo Lotito a frenare la riforma: “Assolutamente no, evidentemente è male informato – assicura il numero uno dei cadetti – Conosce il mio numero di telefono, se mi chiamasse glielo spiegherei. Se si fa imbeccare da qualcuno altro, è problema che mi riguarda limitatamente, salvo il fatto che quando esco dallo studio, lo chiamo io, così glielo spiego. Prima di tutto ci sono delle norme che non sono state modificate, che prevedono una tempistica che deve essere rispettata. Se si decidesse oggi di modificare l’assetto dei campionati, dovremmo aspettare la stagione 2016-2017 e avere in seguito il nuovo assetto nella stagione 2017-2018. Questa è la ragione per cui bisogna aspettare. C’è una tempistica che è programmata ed è stabilita dalle norme, salvo modifiche. Secondo: prima di arrivare a 18 squadre la Seria A, dovrebbe scendere a 20 la Serie B, altrimenti rischieremmo di giocare a 24 per un anno. L’idea è: scendiamo noi a 20 squadre e, con il consenso anche della Lega Pro, vedere come la serie A possa scendere a 18. Basta parlarne. Le retrocessioni/promozioni potrebbero essere due. Potrebbero diventare due più uno, ma non sappiamo cosa voglia la Serie A. Noi abbiamo rispetto per la locomotiva del sistema e vorremmo prima sentire cosa pensa la Serie A riguardo a questo tema. Il calcio è andato avanti in molti aspetti. C’è ancora da rivedere questo spazio di manovra. Ce ne accorgiamo tutti che questo sistema così com’è non regge più negli assetti: troppe squadre professionistiche, troppe leghe professionistiche, le risorse non mancano, ma vanno investite bene”.
Sul fallimento del Parma: “E’ una sconfitta che non è maturata oggi, si è consumata lentamente nel corso degli ultimi mesi quantomeno, se non nel corso degli ultimi anni, perchè il fallimento di una società non è mai una degenerazione immediata e improvvisa, non è un agguato: è qualcosa che si costruisce nel tempo. Dispiace per i tifosi, per la città. A questo punto, oggi, si interrompe una speranza. Poi ricomincerà, com’è ricominciata per tante altre società, non ultime il Siena, che ha ripreso brillantemente ritornando subito in Lega Pro, e il Padova. Ci auguriamo che torni presto anche il Parma per quello che rappresenta questa città, la tifoseria e la storia sportiva”. Sull’ipotesi di ripescaggio del Brescia: “Nei prossimi giorni, già da domani, noi, come Federazione, ufficializzeremo i criteri per i ripescaggi che varranno per la A, la B e la Lega Pro e quindi ricomporremo il nostro assetto a 22 squadre (tra l’altro, dopo 10 mesi, stiamo ancora aspettando le motivazioni della decisione del Collegio di Garanzia in funzione di l’Alta Corte di Giustizia Sportiva del Coni). Io imporrò la pubblicazione dei criteri per ragioni di trasparenza. Il 50% dipende dal merito sportivo, ovvero l’ultima classifica – e c’è qualcuno che è arrivato prima del Brescia: la Virtus Entella, che ha perso i playout -, il 25% per la storia calcistica dal 1929-30, con un punteggio che viene assegnato per ogni competizione alla quale la squadra ha partecipato, e il 25% sul numero dei biglietti certificato dalla Siae nelle ultime 5 stagioni. Ricordiamo che il ripescaggio non è un diritto sportivo, ma una facoltà, un’opportunità che si dà in funzione di una serie di parametri. Non potrò accedere chi ha subito per illecito sportivo nelle ultime due stagioni e ugualmente chi è già stato ripescato negli ultimi 5 anni nella stessa categoria o è stato ripescato due volte in senso assoluto”.
Infine, sul ritorno di Pietro Leonardi in una società di B: “Lo leggo, ma non è ufficiale. Nessuno di noi può ergersi a giudice, ma non bisogna nemmeno nascondersi facendo dell’ipocrisia una virtù. Io credo che debbano essere accertate le responsabilità. Ci sarà un passaggio formale che non sarà indolore per le persone, così come non è stato indolore per la società. Dovranno rispondere le persone che sono state coinvolte nel processo di gestione. Quello sarà il momento in cui si creerà la discriminante che dovrà essere poi commisurata con le norme interne, che consentirà o meno a soggetti, che sia il presidente o l’amministratore delegato, di poter acquisire nuovamente incarichi o delle cariche all’interno di una società del sistema calcio. Farlo prima, si arriverebbe precocemente, e forse intempestivamente, a un giudizio sommario che non vogliamo esprimere. Dopodichè – conclude Abodi – abbiamo bisogno tutti di essere un buon esempio per gli altri, quindi è evidente che ognuno di noi deve essere responsabile di ciò che fa e rispondere di ciò che fa e di ciò che dice”.

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