All’Avellino manca solo il Principe

All’Avellino manca solo il Principe

Provate un po’ a chiudere gli occhi e ricordare l’ultima volta che l’Avellino è stato a Terni.
Non c’è storia.
C’è una sola immagine che passa per la mente di qualsiasi tifoso abbia assistito a quel 2-2 del 6 ottobre 2014.
L’Avellino è in svantaggio per 1-0, ma quel ragazzone con la maglia numero dieci si alza in cielo e regala a tifosi e fotografi un gesto indimenticabile.
Rovesciata spettacolare e palla che si insacca nell’angolo lontano.
Quel ragazzone è Gigi Castaldo, uno che di gol, in seguito, ne farà a valanga.
Quel che accadde ancora dopo è storia risaputa: quattro mesi di stop, rientro il 28 novembre. Una mazzata per un giocatore del genere.
Un giocatore che manca tanto, troppo, ad un Avellino che è deficitario del suo uomo bandiera. Nulla da togliere all’attuale reparto offensivo. Trotta è un campione, Tavano si è sbloccato e Mokulu sta finalmente convincendo.
Castaldo però è una cosa a parte. Castaldo è l’uomo delle lacrime a Bologna.
A Terni possono sorridere, perché il nostro principe stavolta non ci sarà.
Ma ad oggi manca un mese al suo rientro, altre quattro gare, poi di nuovo in campo. Intanto i tifosi hanno aspettato impazientemente la rinascita di una squadra in crisi, quasi morta.
Il segnale di ripresa tanto atteso è arrivato.
Ora manca solo Gigi, appena quattro gare, poi saremo pronti per tutto.
Anche per una storica, insperata, rimonta.

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